Generalmente, la missione di una raccolta può oscillare dal puro piacere della collezione, all’approccio timido e curioso rispetto a una band sconosciuta, finanche al gusto di scoprire come suoni una traccia in forma inedita. Se, però, c’è di mezzo la dimensione live, il quadro si arricchisce di ulteriori spunti.
Dopo “Axes”, terza uscita che, nel 2005, andava a confermare la dote di ruvida forza delle quattro ragazze del Sussex, esce “Singles, B-Sides And Live”, contenitore di rivisitazioni, preziosi b-side, Peel Sessions e esagitati scorci di live.
Con dilatazione di farfisa, apre il campionario l’original version di “Film Music”, strumentale imbronciata e trepidante inquieta adolescenza, per poi cedere il passo a “Come On”, cantilenata su ritmi progressivamente intrisi di algide nevrastenie à-la Sonic Youth che, da subito, calano come dei ex machina, a precisare ogni intento, continuando a riempire di veleno le chitarre iper-accelerate di Mia Clarke in “U.O.R.”.
Il gioco delle b-side veste i panni di un parossistico e improbabile western (“John Wayne”), che si trasforma in corteggiamento sui generis, nel declamare di Verity Susman, artica amazzone al vocoder ( “I Love You My Farfisa”).
E questa magnifica tripletta si chiude, inaspettatamente, in un semi-serio scimmiottamento di sincopi à-la Debbie Harry, mostrando tutta la femminilità di cui è capace la Susman (“I Want To Be The President”).
Il minimalismo di una batteria à-la Joy Division lambisce un cantato angelico, improvvisamente virato a siderale velocità (“I've Been Your Fan Since Yesterday”), con rilascio tensionale nel ripescaggio di “Oh, Sombra (John Peel Session)”, lievemente turbata, durante la corrispondenza d’amorosi sensi con la prestazione a lunga durata dei Neu!, da piccoli isterismi, che esplodono, tra il pubblico su di giri, nello scorticamento di una cover come “More Than This”, dimostrazione di quanta forza sia con loro.
E la conferma del fatto che non si stia lì solo a far capricci diventa incontestabile nella lunga boccata di “Those Pockets Are People/The Partisan”, ansiolitica inspirazione senza tregua, con incetta di applausi.
E, infine, arriva, sicura di sé ed inedita, la dichiarazione d’amore ai teutonici di cui sopra (“Today”).
L’operazione riesce e la dimensione live conquista, invitando a non accontentarsi del formato studio, compressore di forza per le quattro, capaci di esaltare un pubblico per nulla turbato da tanta, colta nevrosi.
22/09/2006