ANDREW PEKLER - Cue

2007 (Kranky)
elettronica
Quando ci si trova di fronte a dischi come questo, realizzato da tale Andrew Pekler, russo di nascita, californiano in età da teenager e tedesco ora – per la serie: chi più ne ha più ne metta – ci si chiede dove effettivamente la musica stia andando. Perché, in effetti, ad ascoltare "Cue", quarto disco per tre etichette differenti, quasi a non voler smentire un vagabondare su tutti i fronti, il problema fondamentale che ci si pone è il seguente: fino a che limite la derivatività di un disco non sfocia nel più elementare copia-incolla? Problema che questo disco non risolve. Perché sembra essere talmente tanto labile e fragile il confine tra le due opzioni che trovare una soluzione comune è francamente difficile. Diciamolo subito: siamo in quei campi (minati) che rispondono ai nomi di avanguardia, kosmische musik, glitch, elettronica.

Tale è la varietà di gusti, di suoni, di sensazioni che si incontrano ascoltando "Cue" che anche la più banale etichetta risulta, se non sbagliata, quantomeno fuorviante.

Nell'approccio a questo disco non si badi quindi tanto a etichette e generi, quanto alla sostanza. Sostanza che, a dire il vero, è piuttosto scarsa. Nell'imbattersi in tracce come "Dim Star" si ha la netta sensazione di trovarsi di fronte a note, colori e paesaggi già visti. "Contact", coi suoi andamenti electro-glitch in odore di downtempo, è degna degli ultimissimi repertori dei Thievery Corporation. Il pianoforte di "Floating Tone" tratteggia trame stanche e desolate, in un moto continuo e perpetuo. E pensare che l'incipit del disco ("On"), di floydiana memoria, col suo incedere di trame sintetiche sorrette da un beat tenue e robotico, faceva davvero ben sperare.

Peccato che la piacevole fluidità della prima traccia non venga replicata nella sua tiepida bellezza nelle successive. Perchè, se anche "Roomsound", interessante esperimento sonoro in bilico fra kosmische musik e Kraftwerk, è salvabile, il resto risulta davvero borioso e autoreferenziale. Un continuo ripetersi di suoni e clichè che, sebbene possano risultare anche piacevoli per certi appassionati della musica ambientale, risultano in realtà triti e ritriti, senza verve né inventiva.

I fluidi di Cue si muovono con lentezza esasperante, fra bollicine e accenni electro-jazzy. Ma è davvero musica già ascoltata. Tant'è che parlare di retrogarde non sarebbe poi così sbagliato.

22/10/2007

Tracklist

  1. 1. On
  2. 2. Roomsound
  3. 3. Pensive Boogie
  4. 4. Steady State
  5. 5. Rockslide
  6. 6. Dust Mite
  7. 7. Vertical Gardens
  8. 8. Dim Star
  9. 9. Contact
  10. 10. Mote
  11. 11. Floating Tone

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