ANDREW PEKLER - New Environments & Rhythm Studies

2025 (Faitiche)
elettroacustica

Andrew Pekler è uno di quei nomi che potevano emergere soltanto dal sottosuolo tedesco, dove ancora lavora dopo un’infanzia americana e un’origine uzbeka che aleggia sul suo immaginario. Dopo un esordio in salsa nu jazz (“Station To Station”, 2002), la sua ricerca ha iniziato ad attingere a materiali preesistenti e a parentesi elettroacustiche, come dimostrato dall’ottimo “Sounds From Phantom Islands” del 2019, di cui questo “New Environments & Rhythm Studies” è a tutti gli effetti un erede.

La libreria da cui pesca è esotica, ma trasfigurata in qualcosa di straniante, avvolta da orpelli glitch e acusmatici: tra canti di uccelli digitalizzati e reminiscenze tribali, Pekler mette in scena il rituale che più lo contraddistingue, sintetizzatori ridotti all’essenziale, percussioni sottili e soprattutto nature recording.

I sei “Rhythm Study” funzionano come intermezzi percussivi post-minimalisti, evocando maestri come O Yuki Conjugate o Steve Roach. L’album erige scenari terreni e alieni: gli ingredienti ideali per una tribal ambient vicina a Forrest Fang, filtrata attraverso una lente di spaesamento geografico. Da dove provengono i suoni? Dove ci troviamo?

L’unico appunto è la brevità: escluse le parentesi percussive, i brani oscillano tra i tre e i cinque minuti, durate che in un contesto soundscape non sempre bastano a far scattare l’incantesimo. Non si raggiunge l’intensità delle meraviglie fourth world di Jon Hassell; eppure il risultato è un’opera affascinante e curata, che conferma Pekler tra gli sperimentatori più interessanti in circolazione.

15/08/2025

Tracklist

  1. 1. Globestrucutres
  2. 2. Rhythm Study 1
  3. 3. Fabulation for K
  4. 4. Rhythm Study 2
  5. 5. Cumbia Para Los Grillos
  6. 6. Rhythm Study 3
  7. 7. Cymbals in the Mist
  8. 8. Rhythm Study 4
  9. 9. Intermittent Chimes And Organ
  10. 10. Rhythm Study 5
  11. 11. Globestructures: Option II
  12. 12. Rhythm Study 6

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