Bishop Allen

The Broken String

2007 (So Hood) | folk-pop

In tempi in cui la musica si consuma dall'alba al tramonto, avere a che fare con una band che lascia passare quattro anni dal proprio esordio  prima di ripresentarsi lascia quantomeno stupiti.
In "Charm School" le cose erano anche girate bene, con discrete critiche, accostamenti a Wilco, Pixies e compagnia, continue date e concerti. Poi il silenzio fino all'inizio dell'anno scorso quando ricompaiono dal nulla con un progetto azzardato: un Ep al mese per tutto il 2006, per un totale di 58 brani. Solo per l'idea, il loro nome è tornato sulla bocca buona dell'indie-mondo che conta. La diffusione è stata affidata al solito internet, perché, va da sé, nessuna label si è sentita di accettare il rischio di pubblicarglieli. Ora, con questo "Broken String", i Bishop Allen riprendono in mano 10 brani tratti dagli Ep, riarrangiati in chiave pop à-la Shins, e lanciati nel più ordinario circuito musicale.

Indie-folk declinato con i mezzi che si hanno a dispozione, con le proprie attitudini, con una consistente passione melodica. I 40 minuti secchi della musica dei Bishop Allen si prestano a un ascolto solitario, in giornate spensierate, ammorbidite dalla consapevolezza che il dolce far nulla in quella situazione, in quel momento, è lecito.  Poi i Bishop Allen confezionano anche un buon prodotto. Non è solo una squisita cup of tea per gli appassionati del genere, ma supera di gran lunga il minimo indispensabile.
Innanzitutto "Rain", indiscussa gemma da qui a venire, lanciata non per caso come singolo, sentita e recensita anche dal meno clickato mp3-blog: una cantilena come strofa e un ritornello verboso, il tutto chiuso già nel primo minuto, salvo ripetersi nei due successivi. "Rain" è uno dei brani migliori sentiti quest'anno, e accostabile in tutto e per tutto al Why? più pop di "Elephant Eyelash".
A piccole dosi, ma si intercetta qua e là il colpo di qualità, anche quando a sentirsi sembrano i soliti paradigmi di un genere ormai fagocitante.

"The Chinatown Bus" è niente più che un rispolvero del canzoniere di Bright Eyes, ma la cornice che è costruita intorno, fa ricordare Sufjan Stevens. "Click Click Click" è un divertissment per banjo, campanellini e altro a seguire tanto e tale da traformare uno stornello acustico in una ballata indie-pop. Il resto è semplicità per semplicità, è spensieratezza, di quella di cui si parlava all'inizio, di quella del dolce far nulla. Anche quando le cose si fanno più complesse e strutturate, come nella malinconica "Flight 180" con un coro d'archi in linea con una splendida melodia.

A margine una considerazione breve su "Middle Management", che non ha nulla a che fare col resto del disco, emo-punk-pop giovanilistico si potrebbe dire: non si capisce quanto ci sia di revivalistico (Strokes, Babyshambles, quella gente lì) e del Bright Eyes elettrificato.
Bishop Allen chiude il disco in puro stile beatlesiano con "The News From Your Bed".

Considerando la varietà stilistica della proposta e la freschezza del risultato, considerando "Rain" e "Flight 180", considerando le sansazioni post-ascolto, "The Broken String" è un riuscitissimo album di genere.

(11/10/2007)

  • Tracklist
  1. The Monitor
  2. Rain
  3. Click, Click, Click, Click
  4. The Chinatown Bus
  5. Flight 180
  6. Like Castanets
  7. Butterfly Nets
  8. Shrinking Violet
  9. Corazon
  10. Middle Management
  11. Choose Again
  12. The News from Your Bed
Bishop Allen su OndaRock
Recensioni

BISHOP ALLEN

Grrr…

(2009 - Dead Oceans)
Dopo due album e una sfilza di Ep, torna il pop brillante del duo di Brooklyn

Bishop Allen on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.