Celebration

The Modern Tribe

2007 (4AD) | soul-wave

I Celebration sono un ingiustamente misconosciuto trio di Baltimora, autore di un piccolo gioiello d'esordio (l'omonimo Lp, uscito nel 2005). Un'idea personale e forte alla base, una corposissima mistura di organo, tastiere, chitarra (Sean Antanitis) e assalti percussivi tribali (David Bergander), pronta a lanciarsi sia in tirati pezzi post-punk, sia in dilatati e languidi sussulti soul. Sul tutto si staglia una particolarissima voce aspra (Katrina Ford), in perenne bilico fra paradiso ed epilessi.

Il nuovo disco, "The Modern Tribe", resta ancorato a quel lavoro di base, e al tempo stesso ne aggiusta le coordinate. Vengono nascoste le chitarre e il post-punk (relegati in qualche episodio minore come "Fly The Fly") a favore della solarità e del soul (vedasi l'overture iniziale di "Evergreen"); la Ford inizia a mostrare padronanza, oltre che consapevolezza, del suo clamoroso mezzo tecnico, e giostra nei più disparati registri (dalla Frazer alla Simone, dalla Joplin a Siouxsie); il suono è più curato e meno confuso, e l'inserimento dei fiati lo completa adegutamente.

Il manifesto è "Heartbreak", deliziosa canzone antica su sospiri e giri di tastiere sognanti; ma non può non segnalarsi il suo alter-ego, "Pony", pulsante e inquieta danza su arabeschi di organo e sussurri lascivi. L'album si concede qualche sosta verso il centro, con l'esotica "Hands Off My Gold" e la rilassata "In This Land"; ma è una pausa incastonata tra due vette.
"Comets" è una ballata carezzevole, risvegliata da un'ottima svolta melodica; "Tame the Savage", scritta in collaborazione con David Andrew Sitek dei Tv On The Radio (che è anche produttore del disco), fa invece un po' storia a sé, fondendo perfettamente le anime delle due band.

I Celebration hanno cambiato il dosaggio dei colori della propria tavolozza, dalla predominanza di nero dell'esordio all'arcobaleno di "The Modern Tribe", come testimoniano le copertine dei dischi. E, come moderni cantori dell'amore al tempo della guerra, lasciano come saluto la loro prima canzone di stampo classico, la delicata "Our Hearts Don't Change".
"The Modern Tribe" è, in fin dei conti, una rilettura in chiave matura del primo disco, fatta senza accusare cali qualitativi di sorta; e ripetersi a quei livelli non era esattamente semplice.

(18/06/2007)

  • Tracklist
  1. Evergreen
  2. Pressure
  3. Heartbreak
  4. Pony
  5. Fly the Fly
  6. Tame the Savage
  7. Hands Off My Gold
  8. In This Land
  9. Comets
  10. Wild Cats
  11. Our Hearts Don't Change
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