Colleen

Les Ondes Silencieuses

2007 (Leaf) | neo-classica, minimal acoustic

Onde silenziose. Ovvero, di un movimento che non fa rumore, ma che pure spinge avanti il flusso delle idee di Cecile Schott, da qualche tempo a questa parte una delle artiste più interessanti e ispirate del panorama mondiale.

Abbandonati sample e loop, in questo suo quarto lavoro la compositrice francese scava un solco profondo in quella che è, a tutti gli effetti, musica neo-classica e minimalista. Rintanata in un guscio di ruvidezza tutta femminile, in un’austerità atemporale e disarmante, quella di "Les Ondes Silencieuses" è musica che si trattiene in un distacco, allo stesso tempo, feroce e sibillino, diafano e vibrante (“This Place In Time”).

Non così compiuto e toccante come i primi due grandi lavori, questo disco mostra, comunque, la volontà di battere strade diverse, concentrandosi sullo sviluppo scheletrico e arcano delle armonie e delle melodie, in un gioco di rarefazione e di sottrazione che espone, con maggior chiarezza rispetto al passato, il valore strutturale e lirico del silenzio, nel suo continuo rintanarsi e riemergere dalle arcane propaggini delle fragilissime architetture sonore (si ascoltino, ad esempio, le bolle di vetro scoppiare nel nulla incantato di “Echoes And Coral”).

E’, allora, un duello continuo e senza scampo. E se, a conti fatti, non ci sentiamo così entusiasti (nonostante l'intrinseca bellezza di molti momenti), è solo perché le due “parti” si stanno ancora studiando, cercando ognuna i punti deboli, le certezze e le meraviglie dell’altro.
Ascoltatelo, quindi, così come si ascoltano i passi lontani di uno sconosciuto, cercando di immaginare i particolari del suo volto, il colore dei suoi capelli, la sfumatura dei suoi occhi. Un affare privato, quindi. E noi, spettatori un po’ incauti, meglio se con gli occhi chiusi ci abbandoniamo al saliscendi della spinetta che in “Le Labyrinthe” trascina via un altro brandello del nostro mondo più intimo.

“Sun Against My Eyes” e “Sea Of Tranquility”, tutte e due attraversate da un dolente spirito tragico, compongono un dittico di montante, delicatissima nostalgia, sentimento principe, ovviamente, in un universo sonoro che è un vero e proprio grumo di ricordi sospesi da qualche parte nel tempo. Poi, tra l’arpeggiare sostenuto e il tagliente, ipnotico arabescare della viola da gamba, un mondo che s’apre in profondità (“Blue Sands”), dipanandosi in un vuoto attraversato, da parte a parte, da un violoncello severo e compassionevole (la title track), o delimitato con fare assorto, meditativo, come in un dormiveglia emozionale (“Past The Long Black Land”).

“Les Ondes Silencieuses” è un lavoro di un’artista in continua evoluzione, sempre contesa tra avanguardia e tradizione classicista (la “traversata circolare” di “Le Bateau”), tra i moti del cuore e il raziocinio di uno spirito invisibile e magicamente sopravvissuto alle macerie del tempo.

(23/05/2007)

  • Tracklist
1. This Place in Time
2. Le Labyrinthe
3. Sun Against My Eyes
4. Les Ondes Silencieuses
5. Blue Sands
6. Echoes And Coral
7. Sea Of Tranquility
8. Past The Long Black Land
9. Le Bateau
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