Earlies

The Enemy Chorus

2007 (Gronland) | avant pop-rock

Eclettici ma, rispetto agli esordi, più indirizzati verso la forma canzone, gli Earlies di "The Enemy Chorus" (che segue "These Were The Earlies", una raccolta di Ep) sfornano undici brani di mirabolante avant-pop/rock, eccitati da un continuo rimescolarsi di influenze e stili che farnetica deciso, e pure qualche volta altezzoso, una sorta di verbo neo-psichedelico, un linguaggio mutevole che non le manda di certo a dire, carico com'è di esaltazione e deciso a seguire una strada che, speriamo, sia percorsa fino in fondo.

Date le premesse, infatti, il futuro potrebbe riservarci qualche bella sorpresa. Non che questa sia disprezzabile, anzi!, ma mi sembrano più che evidenti i margini di miglioramento. Nel frattempo, il biglietto da visita si chiama "No Love In Your Heart" e sta a voi, adesso, fare la vostra parte, dedicando tempo a un disco che, non lo nego, gli ascolti potrebbero farvi amare anche più di quanto, in fondo, si merita. Dicevamo, dunque, di "No Love In Your Heart", electro-fanfara che mette in gioco tutti gli ingredienti base della loro formula: beats krautrocker, synth spirilaformi, sezione d'archi cangiante, goccioline di piano, trasfigurazioni fiatistiche, voci flower-power e via di questo passo.

Il music-hall in salsa sci-fi di "Burn The Liars" porge l'assist per il folk etereo e meccanico della title track, subitaneo nel prendere la palla al balzo per escogitare tangenti di subliminale delicatezza orientaleggiante. C'è, per altro, se proprio vogliamo dirla tutta sulla natura multiforme dell'opera, anche il deliquio bucolico di "Ground We Walk On", non di certo smarrito se può fare affidamento  sull'incanto di "Little Trooper" e sul mantra levitante di "Broken Chain".

Sarà perché sono un'entità dalla duplice anima (metà americana e metà inglese), ma gli Earlies non perdono occasione per giocare al rilancio, per destreggiarsi come meglio credono nel gioco infinito del citazionismo e della manipolazione. Prendiamo "Bad Is As Bad Does", una stranissima creatura psycho-prog dal cuore dark e dalle misteriose tentazioni arty. Ebbene, sì: ci piacciono e pure parecchio. Vorremmo, però, maggiore convinzione dei propri mezzi, più aderenza a un discorso "unitario", meno scorciatoie e più strade maestre. Il sound è già perfetto così, bisogna solo lavorare di cesello, armeggiare con la struttura, deliziarsi con la forma.

L'astrazione Birdsong Of The Mesozoic di "Gone For The Most Part" e l'incrocio
Beck/Beatles di "Foundation And Earth" (con coda di peripezie lisergiche degne di qualsiasi wonderland acida stracolma di funghi miracolosi) stanno lì a dirci che le potenzialità sono illimitate, che siamo in medias res, e di brutto pure. Poi, la scorza Tv On The Radio ("When The Wind Blows"), la raga-ricognizione ("Breaking Point") e tanti saluti, aspettando il colpo del ko.

(24/03/2007)

  • Tracklist

1. No Love In Your Heart
2. Burn The Liars
3. Enemy Chorus
4. Ground We Walk On
5. Bad Is As Bad Does
6. Gone For The Most Part
7. Foundation And Earth
8. Little Trooper
9. Broken Chain
10. When The Wind Blows
11. Breaking Point



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