Malcolm Middleton

A Brighter Beat

2007 (Full Time Hobby) | songwriter, folktronica

Malcolm Middleton torna per la prima volta nel mondo terreno dopo lo scioglimento degli Arab Strap, ripercorrendo in parte la verve slow-core dei migliori anni della sua (loro) vita, in parte le divagazioni pseudo-accelerate di “Monday At The Hug & Pint”, uno degli ultimi dischi della band. “A Brighter Beat” viene anche dopo un suo album solista almeno buono quale “Into The Woods”, quasi interamente votato al songwriting.

Questo nuovo lavoro sembra così dividersi esattamente in due settori ben distinti, a mo’ di toilette da autogrill, prestando attenzione a qualche tinta wave presente nel primo (tracce 1-5), giocando alla caccia alla volpe nel secondo (tracce 6-10), con tanto di giochi risolti (e non) su ciò che sembra meglio caratterizzare l’arte di Malcolm, il folk-imprinting.

Ecco allora l’incedere funesto di “Death Love Depression Love Death”, cavalcata quasi hardcore, a fare la fotografia del primo tempo, con le frasi fuori scena di un testo totalmente deprimente, come già lascia intuire il titolo. Fotografia modificata nei dettagli di un secondo piano riguardo alla title track, brano da cavalleria oscura e incalzante, poggiato sul colpo luminoso della riflessione sul mondo, immaginando un esercito intorno a sé e l’amore che scappa via. Da suicidio, insomma, ma con buone trovate musicali a rendere il polpettone più gradito e condito. E se pensiamo che l’esordio ci ricorda che “We’re All Going To Die”, capiamo la tiritera, facciamo riposare le nostre intenzioni e ci fermiamo il meno possibile a riflettere.

Tutto finché si arriva al punto di contatto con ciò che seguirà, ovverosia quella  “Fuck it, I Love You” che manda a quel paese le titubanze in nome del sentimento/pentimento ed è divisa al suo interno tra espressioni d’incazzatura e pause meditabonde.

La seconda parte sembra svegliarsi nello stesso modo in cui si desta il palloncino animato della meravigliosa copertina, spostando Malcolm nella stanza dell’ovvio bello in cui 3.000 dischi suonano alla stessa maniera, ma ciclicamente li apprezzi uno per uno. “Stay Close, Sit Tight” sembra un invito a dispensare calore e lo fa col garbo ben deciso di chi sa cosa comunicare. Siamo nel parco dell’amore su una panchina e col mare di fronte, non più nella 127 blu. Così “Four Cigarettes”, dal titolo molto Cuba Libre, rinnova e ingigantisce il tono crepuscolare, risultando evocativa, pensante, classica, addirittura affascinante.

Il disco poi scorre nel senso giusto per chi vuol leggerlo col labbro emozionale, avvicinandosi sempre più a ballate intense e non statiche (“Somebody Loves You”) o alle aperture sull’immensità di “Up Late At Night Again”, in stile “Gli Angeli” di Vasco Rossi.

In definitiva, nulla di nuovo, qualche bella canzone e la possibilità di inserirla in una grande compilation per Natale. Malcolm dovrebbe insistere sul suo lato pop e scrollarsi un po' di dosso l'immagine funerea che ne limita imprevedibilità e varietà. Almeno un po'.

(25/11/2007)

  • Tracklist

1. We're All Going to Die
2. Fight Like the Night
3. A Brighter Beat
4. Death Love Depression Love Death
5. Fuck It, I Love You
6. Stay Close Sit Tight
7. Four Cigarettes
8. Somebody Loves You
9. Up Late at Night Again
10. Superhero Songwriters

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