Broken Social Scene Presents: Brendan Canning

Something For All Of Us...

2008 (Arts & Crafts) | alt-rock

Come far andare avanti una band le cui idee si esauriscono disco dopo disco? Dovrebbero tutti rivolgersi ai Broken Social Scene che, con all’attivo tre lavori attestatisi tra l’ottimo e il buono, rilanciano se stessi attraverso una specie di collana di uscite discografiche, tutte sotto il marchio “Broken Social Scene Presents:”. A essere presentati sono, però, i componenti della band stessa; ogni disco è interamente scritto, composto e arrangiato da uno dei numerosi artisti canadesi. Ci si ritrova così davanti a una semplice sottolineatura di certe sfumature tipiche della band, ipertorfizzate e allungate per coprire un intero disco.

L’anno scorso è stato il turno dell’estro solista di Kevin Drew con “Spirit If…”, che è come dire un nuovo disco dei Broken Social Scene, dato che la maggior parte della musica e dei testi li scrive proprio Drew; ne uscì un lavoro carino, manieristico e anti-innovativo, apprezzabile solamente da chi i canadesi li ama nel profondo. Quest’anno tocca all’altro grande protagonista della band: Brendan Canning, il chitarrista e co-fondatore che ha sempre avuto una sensibilità più rock e meno sgangherata del collega. “Something For All Of Us…” mostra un lato diverso della band canadese, magari non sempre apprezzato e passato sicuramente nell’ombra, ma anche molto importante per quel suono che ha determinato il loro successo.

Le coordinate di questo disco sono quelle dell’indie-rock canadese che ha riscosso (meritatamente) un successo praticamente universale (Arcade Fire, Stars e compagnia revivaleggiante). Nulla di trascendentale, tanto per capirsi, ma comunque in grado di far star bene chi queste sonorità le ha sempre amate. Chitarrismo graffiante e wavey, obbligatoriamente in primo piano. Ritmi sapientemente in grado di adattarsi a ogni evenienza, che sia un trascinato anthem indie-rock (“Something For All Of Us”) o una ballata dolce/amara (“Been At It So Long”). Alla voce c’è lo stesso Canning, il che suona tremendamente strano per mancanza di abitudine, ma anche molto rassicurante: il suo timbro caldo e confortante è perfetto, soprattutto in questo periodo di fine estate, dove le ombre si allungano prima e la voglia di tornare alla vita quotidiana è distante miglia.

Tutto il disco si muove su questi territori, battuti fino alla nausea da tre quarti dell’indie-popolo del nuovo millennio. Fanno bella mostra di sé anche arrangiamenti di fiati e archi, sempre efficaci e ben curati (“Chameleon”, “All The Best Wooden Toy Come”), così come il lato più acustico e folk di Canning (“Snowballs And Icicles”, forse la vera perla del disco).
Ai canadesi riesce bene tutto, sia affondare il colpo con pezzi incalzanti e radio-oriented che puntare su mid-tempo da viaggio in macchina dopo il tramonto (“Take Care, Look Up” potrebbe essere un out-take di “You Forgot It In People”).

Con “Something For All Of Us” la novità non è mai dietro all’angolo e l’autocelebrazione domina. La prevedibilità è tale da risultare quasi confortante e rassicurante, perché è importante avere certezze (anche se solamente musicali) negli ultimi tempi.
A chi ama i Broken Social Scene, questo disco piacerà come potrebbe piacere una caramella a un bambino goloso. Questo lavoro rappresenta uno dei pochi casi in cui continuare a ripetersi non può far altro che bene: se il compitino è ripetuto con mestiere e capacità, non potrà certamente deludere i fan e saprà sicuramente conquistarne di nuovi; ai detrattori non rimane che lamentarsi.

(04/09/2008)

  • Tracklist
  1. Something For All Of Us
  2. Chameleon
  3. Hit The Wall 
  4. Snowballs And Icicles
  5. Churches Under The Stairs
  6. Love Is New
  7. Antique Bull
  8. AllThe Best Wooden Toys Come
  9. Possible Grenade
  10. Been At It So Long
  11. Take Care, Look Up


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