Dopo lo scioglimento dei Reiziger, l’olandese Geert Pleesers continua a proporre il suo pop-rock semplice e diretto. Giunti alla terza prova discografica, i Confuse The Cat mantengono un profilo indie sperando in una maggiore attenzione da parte del pubblico giovanile.
Canzoni con ritmi monocordi e contigui alle melodie, chitarre strascinate sulle onde dei primi U2 e banali inserimenti di elettronica che rendono il tutto radiofonico e tedioso, nessuna canzone che mostri un anelito di vita, tracce di emo-rock e improbabili effluvi hard-rock per l’ennesimo esempio di musica inutile.
Siamo di fronte all’ennesimo combo di musicisti che, appresa un po’ di buona tecnica, cerca di travalicare l’inevitabile aridità artistica con una serie di suoni e riff che scimmiottano tutti i gruppi degli anni 80, dai Cure ai Clash in "Jackal At 0’ O Clock" fino ai New Order in "Koi" e ”Yeah Yeah”, senza dimenticare i conterranei Deus.
Geert Pleesers aveva già consumato tutte le poche cartucce a sua disposizione nei precedenti progetti e ora per i Confuse The Cat non resta che perseverare in un atteggiamento finto alternativo che potrà coinvolgere il pubblico dei concerti anche in Italia, tra i fumi dell’alcool e alcuni allucinogeni la loro musica potrà sembrarvi trascinante, io per questa volta preferisco restare sobrio e cosciente.
22/02/2009