PAOLO CONTE - Psiche

2008 (Platinum / universal)
songwriter

A quattro anni di distanza da "Elegia", "Psiche", più che un album di inediti di Paolo Conte, è la conferma che il Conte scrittore di canzoni post-"Razmataz" ha ripreso l'entusiasmo di compositore e performer. Dal punto di vista della scrittura, "Psiche" ripete il gioco del predecessore: speculare sui temi più cari del cantautore attraverso una sordida revisione di liriche e orchestrazione, ma facendo in modo che il tutto non suoni diverso da un'ipotetica sommatoria delle precedenti opere.

La questione è chiara già dall'avvio lento della title track, un adagio jazzy da piano-bar che incornicia un ermetico motto poetico, ma anche nella spenta ballata di "Intimità", nella convenzionale "L'amore che" e in "Coup de Theatre" (una revisione di "Max").

La consueta classe si ammira in "Big Bill", un ritorno alle atmosfere più impalpabili di "Paris Milonga", con piano e synth irrequieti, e nello swing-rock con coro e ottoni di "Silvery Fox". "Bella di giorno", dall'andatura a mo' di valzer parigino suonato per sola elettronica (senza piano), e "Leggenda e popolo", ancor più sospesa (e inconsistente), riprendono la linea impalpabile di "Big Bill".

Nuovi auto-tributi coinvolgono "Velocità silenziosa" (una cavalcata stride che è la prima rimembranza del suo vecchio amore dai tempi di "Diavolo rosso", la bicicletta) e il dimesso boogie orchestrale di "Così o non così", quasi uno scarto di "Parole d'amore scritte a macchina". Invece, fattori di novità stanno nella brass band brasileira di "Danza della vanità", nel soul-gospel "Il quadrato e il cerchio", nel tributo al suo allievo Vinicio Capossela di "Ludmilla" e nella drum machine della debole "Omicron".

Grazie a una ritrovata vena d'arrangiamento con fastoso uso di synth, è una collezione che mescola al solito eleganza a spicciola quotidianità; il fatto nuovo è che sbiadisce in stanca nostalgia. Voce profonda come mai, ma anche pervasa da una senilità intristente. La seconda voce di "Coup de Theatre" è di Emma Shapplin, un'altra musa della contaminazione tra ere; "Velocità silenziosa" gli era stata persino commissionata per la sigla del Giro d'Italia 2007.

Preceduto e seguito a breve distanza da "Paolo Conte Plays Jazz", una riesumazione dei primissimi giorni del Conte improvvisatore, e "Blue Swing", l'ennesima raccolta (stavolta più essenziale di "Wonderful"). Primo frutto del nuovo contratto con la Universal.

25/09/2008

Tracklist

  1. 1. Psiche
  2. 2. Il quadrato e il cerchio
  3. 3. Intimità
  4. 4. Big Bill
  5. 5. L'amore che
  6. 6. Silvery Fox
  7. 7. Bella di giorno
  8. 8. Velocità silenziosa
  9. 9. Omicron
  10. 10. Ludmilla
  11. 11. Leggenda e popolo
  12. 12. Danza della vanità
  13. 13. Coup de Theatre
  14. 14. Così o non così
  15. 15. Berlino

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