Joan Of Arc

Boo! Human

2008 (Polyvinyl) | alt-folk, post-rock

Chi non avesse mai ascoltato i Joan Of Arc prima d’ora e si imbattesse nella prima traccia di "Boo! Human" (“Shown And Told”) potrebbe immaginare di trovarsi al cospetto di uno dei gruppi che qualche anno fa diedero corpo al così detto New Acoustic Movement.
Niente di più sbagliato: arpeggi di chitarra e voci suadenti sono soltanto alcune varianti del progetto capitanato dal cantante e polistrumentista Tim Kinsella, accreditato piuttosto in quel magma indefinito al quale è stato affibbiato l’infelice nome di post-rock.

Eppure di momenti acustici in "Boo! Human" ce ne sono parecchi, “A Tell – Tale Penis” ne è un altro brillante esempio, ma nel disco emergono parecchi elementi “disturbanti” che hanno sempre consentito a ogni lavoro dei Joan Of Arc di essere qualcosa di più che un semplice aggiornamento dello stato dell’arte del neo-folk.
La novità è che oggi la band di Chicago gioca meno a destrutturare, e se lo fa è sempre con piglio melodico (“Everywhere I Go”), quindi risulta meno sorprendente che in passato, pur dimostrando di saper realizzare tracce davvero notevoli, una fra tutte quella “Vine On A Wire”, che non avrebbe sfigurato nell’ultimo Radiohead.
Ma i frutti migliori si raccolgono quando si cerca di sincopare i ritmi, e in tal senso risultano eccellenti “Laughter Reflected Back”, in grado di spezzare piacevolmente gli arpeggi del brano iniziale, e “Just Pack Or Unpack”, con un notevole intermezzo ricco di atonalità. 

“9/11 2” rappresenta la rabbia per quanto accaduto nel tristemente noto 11 settembre (ma ancora si scrivono canzoni su questo argomento?), “Insects Don’t Eat Bananas” colpisce per le non celate ascendenze orientali, mentre “Lying And Cheating Mind” è soltanto una intro per il vero cuore del lavoro, “If There Was A Time” e “The Surrender”, rispettivamente nelle parti 1 e 2: quattro tracce legate fra loro che alternano parti cantate a divagazioni strumentali per un risultato finale forse un po’ troppo pretenzioso e a tratti alienante.
La ballad conclusiva “So And So” ha un non so che di incompiuto, sensazione che permea diversi momenti del disco, e che potrebbe essere causata dal fatto che le registrazioni sono durate appena una settimana. 
I lavori si sono svolti con l’intervento di diversi ospiti che hanno dato il proprio contributo per la realizzazione delle quattordici tracce; fra i nomi spiccano quelli di Beth Orton, Bonnie “Prince” Billy, Iron & Wine e Wilco.
Da cotanto parterre de roi ci saremmo aspettati qualche genialata in più, e invece il disco tende a vivacchiare su una generale sufficienza.

Il più grande pregio risiede nella sensazione di ascoltare una sorta di collage del meglio delle jam svolte nel corso della settimana, piuttosto che il solito lavoro di post-produzione che sovente genera una sensazione di fastidio.
"Boo! Human" è un disco onesto, ma di sicuro non è quello che regalerà l’immortalità ai Joan Of Arc, per far sì che ciò sia possibile occorrerà ben di più che qualche bell’arpeggio sporcato di carinerie elettroniche.

(25/08/2008)

  • Tracklist
  1. Shown And Told 
  2. Laughter Reflected Back 
  3. Just Pack Or Unpack 
  4. 9/11 2 
  5. A Tell-Tale Penis 
  6. Everywhere I Go 
  7. Vine On A Wire 
  8. Insects Don't Eat Bananas 
  9. Lying And Cheating Mind 
  10. If There Was A Time #1 
  11. The Surrender #1 
  12. If There Was a Time #2 
  13. The Surrender #2 
  14. So-And-So
Joan Of Arc su OndaRock
Recensioni

JOAN OF ARC

1984

(2018 - Joyful Noise Recordings)
Un Tim Kinsella più allucinato che mai alle prese con un'opera bislacca e indecifrabile

JOAN OF ARC

Life Like

(2011 - Polyvinyl)
Fra post-rock e derive soniche, Tim Kinsella e soci firmano uno dei loro dischi migliori

News
Live Report
Joan Of Arc on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.