N*E*R*D

Seeing Sounds

2008 (Star Trak) | hip-pop

Cosa aspettarsi da un gruppo che fino a qualche tempo fa era ufficialmente sciolto, poi che insistentemente si dava per riformato, e il cui deus-ex-machina/membro-più-noto appare praticamente ovunque, compresi un esordio solista deludente e l’ultimo album di Madonna?
Difficile rispondere, perché ci si può aspettare l’immane schifezza come il discone. Anche perché Pharrell Williams e i N*E*R*D sono capaci di entrambi.

Ovviamente i due album del trio non si toccano: sono eccezionali, anche se “Fly Or Die” evidenziava un piccolo calo rispetto allo splendido “In Search Of…”. Niente da aggiungere.
Invece lui, Pharrell, ormai lo sappiamo un po’ tutti com’è. La sua ispirazione va e viene, e il ragazzo oscilla fra pezzi scritti con il pilota automatico (non fa differenza se per sé o per altri) e veri e propri colpi di genio che come lampi illuminano mondi che credevamo di conoscere quanto le nostre tasche.

Non ha risolto l’enigma nemmeno l’ultima fatica del nostro (e del socio Chad Hugo con cui forma i Neptunes), ovvero scrittura (sua) e produzione (Neptunes) di mezzo “Hard Candy” di Madonna. A una manciata di pezzi tutto sommato fiacchi si affiancava infatti una di quella bombe pharrelliane che lo qualificano ancora come una delle massime menti di hip-pop e dintorni. “Give It 2 Me”, infatti, è un pezzo perfetto, con quel flash di “U Can’t Touch This” di MC Hammer (o più precisamente “Superfreak” di Rick James, che Hammer ha campionato) e soprattutto quel clamoroso riff di synth che sconfina nel trash side della trance per rendere la traccia una delle cose più eccitanti ascoltate quest’anno.

Venendo a “Seeing Sounds”, il primo fatto degno di nota è che stavolta Pharrell scrive quasi tutti i pezzi da solo.
Su tutti svetta il primo singolo, “Everyone Nose (All The Girls Standing In The Line For The Bathroom)”, a conferma del fatto che i ragazzi sanno decisamente il fatto loro, quando si tratta di marketing. Gioco di parole nel titolo, testo a doppia faccia pungente come un porcospino, il tutto condito con una quantità industriale di idee. Il contrabbasso molto Kill The Vultures ma più dopato e i brevissimi campioni di fiati regalano quell’atmosfera esplosiva da piccolissimo club strapieno, jam indemoniata, corpi neri che sudano incapaci di fermarsi. E poi quel “at you” pronunciato come uno starnuto a dire tutto. Grande.

Fra le restanti undici tracce, ce ne sono alcune che funzionano meglio e altre che sono solo ordinaria amministrazione, coerentemente con quanto detto su Pharrell (più che sui soci) finora.
Nel primo gruppo “Spaz”, molto vicina allo stile chitarroso di “Fly Or Die” ma con dietro un breakbeat di quelli che ti prendono la spina dorsale e la scuotono fino alla fine. O la seguente “Yeah You”, vellutata e ruffiana come si deve, forte di un ritornello morbidissimo, più fiati e ancora il contrabbasso. E “Happy”, che evidenzia una scrittura hip-hop-rock in cui, quando si impegna, mister Williams non ha rivali. E poi anche il luccichio disco di “You Know What”.
Nel secondo gruppo l’apertura “Time For Some Action” (però l’intro è divertente, nel suo somigliare a quella di “Gimme Some Mo’” di Busta Rhymes), ma anche “Sooner Or Later”, piacevole ma troppo ordinariamente N*E*R*D, schitarrata finale alla Van Halen compresa. Oppure “Love Bomb”, che non esce dai canoni della ballata pharrelliana.

Che sia quindi un disco interlocutorio? Difficile dirlo: ciò che è certo è che se Pharrell facesse meno e si limitasse a dare un seguito solo alle idee migliori avremmo un capolavoro Pietra Miliare Sùbito.

(14/07/2008)

  • Tracklist
  1. Time For Some Action
  2. Everyone Nose (All The Girls Standing In The Line For The Bathroom)
  3. Windows
  4. Anti Matter
  5. Spaz
  6. Yeah You
  7. Sooner Or Later
  8. Happy
  9. Kill Joy
  10. Love Bomb
  11. You Know What
  12. Laugh About It

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