Raiders Of The Lost ARP

Tema5

2008 (Nature) | pop elettronico, detroit techno

I colossi del music biz si lamentano, poveri, che nessuno compra più i dischi. Persino Laura Pausini vende di meno, persino i dARI non vendono quanto sperato, persino Marracash o gli altri paraculi del ghetto non incassano abbastanza, a fronte di sforzi mediatici che fino a cinque anni fa avrebbero reso immortale anche il peggiore degli idioti. Dicono che è colpa del p2p, della crisi che ha tolto i soldi di tasca per i beni accessori. Io penso che la gente, quella che le stesse case discografiche assieme agli amplificatori d'immodizia chiamati StudioAperto, Lucignolo, i pacchi e le fiction sul papa buono hanno ridotto a essere un cumulo di entità odianti ogni cosa sia al di fuori di loro, si sia stufata di farsi prendere in giro dal solito pattume che le si propone. Alziamo le mani e, come suggerisce Altan, aspettiamo che arrivino con l'ombrello.

A fronte di tutto ciò, abbiamo uno fra i tanti che hanno deciso di sbarcare il lunario altrove, diviso per ora tra Roma e la Svezia: Mario Pierro. Raiders Of The Lost ARP è il suo moniker con cui da anni conquista schiere di appassionati di musica elettronica e non solo. Uno che in carriera può vantare l'esperienza travolgente con i Jolly Music Pigna People, oppure remix a nome Galaxy 2 Galaxy e Los Hermanos, cioè Underground Resistance.
"Tema5" è l'opera di uno che crea magia senza il bisogno di andarla a sfoggiare da Simona Ventura, si fa beffe del synth-pop, delle elettronichine gnègnè con il gusto di quello che di Detroit techno se ne è mandata giù parecchia e può ironizzare anche su quella. Raccontarvi un punto o due, ma anche tre punti salienti, sarebbe fare un torto a tutto il resto, poiché la qualità prodotta in questo disco è non solo costante, ma è anche costantemente alta.

Attraverso la durata del disco si affronta una musica creata con le macchine ma che shifta verso una tensione animale disperatamente umana, non c'è nulla che possa far pensare ad altro se non all'uomo dietro al suono, una democratizzazione dello strumento che si piega alla necessaria espressività per poter comunicare senza parole, andando a colorare uno spettro circolare di emozioni. Ed è tutto impregrato dal gusto italiano per la melodia. Spuntano persino rimandi alle bosse di Morricone uniti all'impronta deep di tipetti come Glenn Underground o a voli galattici in pieno stile Drexciya, un mondo in cui il “tiro funk” non è roba che rimane solo nell'aria, ma che viene costruito con rigore e che va a braccetto con motivetti ben più che accennati, linee tracciate da chi sa dove vuole arrivare e ha ogni conoscenza pratica per farlo.

Raiders Of The Lost ARP non è l'avanguardia di un bel niente, non è un cuneo. Pierro è, permettetemi, come Coppi: un uomo solo in fuga. "Tema5" scappa via da questa triste realtà musicale e non, ha energia vitale che esce da ogni secondo di canzone e dimostra come qui da noi, nella nostra “povera patria”, si possa ancora creare nient'altro che bellezza.
Uscisse il 25 dicembre verrebbe da pensare che forse allora lassù, qualcuno... Invece niente da fare, è roba vera. Per fortuna.

(05/12/2008)

  • Tracklist
  1. New Days
  2. Crashing
  3. The Submarine Theme
  4. Summer 1986
  5. Sowftware Creations
  6. Holydays In Space
  7. Love Song
  8. Fastfunk
  9. Innersoul
  10. Polydemo
  11. Space Garbage Collector
  12. Midnight Theme
  13. Beyond The Dark
  14. Azymuth
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