Tornano gli Smashing Pumpkins dopo il naufragio senza superstiti di “Zeitgeist“. E tornano con un Ep di quattro pezzi che in verità riserva qualche sorpresa, in positivo questa volta. Ok, niente di nuovo all’orizzonte, se non un fare acustico maggiormente pronunciato, tuttavia a segnare la differenza è stavolta la scrittura. In soldoni, qui ci trovate i soliti saliscendi melodici e progressioni armoniche scontate come una scopata coniugale, però il buon Corgan si ricorda d’essere (stato?) un buon songwriter, e sforna almeno tre pezzi di discreta caratura.
“The Rose March”, un po’ psichedelica un po’ paracula, scorre via che è un piacere nel solco delle varie “Disarm” e “Cupid De Locke”. “Pox”, invece, esibisce i muscoli con una progressione ritmica robusta, senza tuttavia disattendere l’impronta acustica del contesto. Dalla struttura chiaramente cantautorale di questi pezzi si evince come l’apporto della band – ammesso ve ne sia ancora una – sia minimo. In effetti “American Gothic” pare il disco da cantautore adulto che Corgan ha (forse) sempre sognato di fare. E lo conferma la malinconica sciccheria shoegaze di “Sunkissed”, costruita su voce, chitarra acustica e poco altro, a marcare il vertice dell’album.
“Again, Again, Again (The Crux)” è invece una canzonetta da ospizio per reduci del grunge. Come a dire: siamo nel 2008 e gli Smashing Pumpkins esistono ancora. Dev’essere un incubo… Nel complesso, però, “American Gothic” non è la solita minestra riscaldata. Anzi, considerate le ultime prove, ha più il sapore di un gustoso consommé.
Aggiungi OndaRock alle tue Fonti preferite su Google Discover. Non perderti le nostre recensioni, le pietre miliari e le ultime news direttamente nel tuo feed.
29/06/2008
L'opera omnia di Billy Corgan e compagni, tra canzoni memorabili e grandeur sonora
Dopo gli sfortunati side-project, Billy Corgan riunisce le sue "zucche"
Il nuovo capitolo del progetto di Billy Corgan, con l'ennesimo cambio di line-up e il ritorno ai suoni degli esordi
Il disco che segna il rientro del chitarrista James Iha è uno dei più solari della band di Chicago
Immersione nel synth-pop degli anni Ottanta per la band di Billy Corgan
Un'opera in tre atti, 33 tracce che rinnovano l'esagerata smania di gigantismo di Mr. Corgan
Il ritorno in pompa magna della band guidata dall'istrionico Billy Corgan nel segno di un sguardo rivolto al passato e di un'imprecisata mestizia
Compie 30 anni il kolossal di Billy Corgan e compagni. Ma cosa è rimasto di un disco che ha segnato il decennio 90 e una generazione intera?
Compie trent'anni l'indimenticabile album che lanciò le Zucche più famose d'America verso un successo planetario
La darkwave virata al verbo delle ineffabili Zucche di Chicago. Una splendida notte di Halloween, dissonante e romantica, che spiazzò i fan dellla prim'ora e non fu compresa dai critici
Il retroscena di un incontro folle, che gettò i semi per un'amicizia tra i due musicisti e segnò il corso futuro degli Smashing Pumpkins
La storia degli Smashing Pumpkins, appena tornati in Italia per un'unica data a Roma, è il tema della nuova puntata di Rock in Onda. Scarica i podcast
Il trionfale ritorno a Roma della band di Billy Corgan, con l'importante apertura dell'ex-leader degli Screaming Trees
La band di Chicago chiude l'edizione 2025 del Rock In Roma con un'esibizione all'altezza del proprio blasone
Cartoline luccicanti dagli anni 90 a cura delle Zucche riunite
Il ritorno della cantautrice danese, in un candido elogio della maternità
Sedici anni dopo, Vini Reilly torna con un album fragile e discontinuo, ancora guidato dall’inconfondibile voce della sua chitarra
Il sestetto di Santiago infuoca il post-rock con uno dei lavori più affascinanti della Nueva Escena Chilena
Rievocazioni e riflessioni in chiave acustica per il musicista canadese
L’atteso ritorno del progetto turco, tra i nomi più apprezzati tra le nuove generazioni goth
Tra blackgaze, chiptune, RABM e Tolkien, l’oscurità del black metal si colora di rosa
Dodici anni dopo "Morning Phase", un nuovo capitolo cantautorale per il genio pop-rock californiano
Il lato privato della rockstar canadese che non voleva essere una rockstar