Ecco servito il nuovo polpettone marchiato Smashing Pumpkins. L’ennesimo frutto della bulimia creativa di cui è affetto Billy Corgan, situazione clinica che lo porta a pubblicare senza filtri qualsiasi cosa gli passi per la testa. Di episodi che avrebbe fatto meglio a tener chiusi nei propri cassetti ce ne sono fin troppi in queste 33 (!) tracce inedite suddivise in tre dischi, con ulteriori dieci canzoni che dovrebbero essere aggiunte al pacchetto nei prossimi giorni. Potrebbe bastare l’ascolto dell’improponibile “Hooray!” per capire quanto Corgan stia veramente raschiando di brutto il fondo del barile.
Ancor più assurda è la campagna promozionale di “Atum”, impostata con l’intento di farlo percepire ai fan come il passo finale di una trilogia che racchiuderebbe anche il capolavoro “Mellon Collie And Infinite Sadness” (accostamento eretico!) e il discontinuo “Machina”, senza di fatto possedere assolutamente nulla che possa lontanamente lasciarlo associare alle opere del passato. “Atum” è una cervellotica opera in tre atti, prodotta senza che i compagni di ventura (il batterista Jimmy Chamberlin e i due chitarristi James Iha e Jeff Schroeder) possano aver avuto voce in capitolo, costretti come al solito ad assecondare le smanie di gigantismo espresse dal padre padrone della band.
L’ascolto di “Atum” procede quindi con difficoltà, impedendo ad alcune tracce apprezzabili (le vibrazioni grunge di “In Lieu Of Failure”, il romantico abbandono di “Space Age”, ma nulla che potrebbe mai finire su un ipotetico greatest hits degli Smashing) di lasciarsi ammirare. Troppo poco per poter giustificare una sbrodolata che supera per pretenziosità qualsiasi album finora diffuso dal gruppo di Chicago.
Fra numerosi momenti anemici (“Embracer”, ma direi la pressoché totalità del primo atto), raccapriccianti soluzioni di batteria (“With Ado I Do” grida vendetta), hard-rock spuntato (“Empires”), wave dozzinale (“To The Grays”), synth-pop ancor più dozzinale (“Night Waves”, “Neophyte”, “Pacer”) e inutili chitarroni anni Ottanta (“Beyond The Vale”), è un vero peccato che la storia di Billy Corgan continui a procedere in maniera tanto insulsa. Come già accaduto in altre occasioni, anche in questo caso sarebbe bastato sintetizzare il lavoro in una decina di tracce per realizzare un disco almeno decente.
09/05/2023
L'opera omnia di Billy Corgan e compagni, tra canzoni memorabili e grandeur sonora
Dopo gli sfortunati side-project, Billy Corgan riunisce le sue "zucche"
Quattro nuovi brani per Corgan e compagni
Il nuovo capitolo del progetto di Billy Corgan, con l'ennesimo cambio di line-up e il ritorno ai suoni degli esordi
Il disco che segna il rientro del chitarrista James Iha è uno dei più solari della band di Chicago
Immersione nel synth-pop degli anni Ottanta per la band di Billy Corgan
Il ritorno in pompa magna della band guidata dall'istrionico Billy Corgan nel segno di un sguardo rivolto al passato e di un'imprecisata mestizia
Compie 30 anni il kolossal di Billy Corgan e compagni. Ma cosa è rimasto di un disco che ha segnato il decennio 90 e una generazione intera?
Compie trent'anni l'indimenticabile album che lanciò le Zucche più famose d'America verso un successo planetario
La darkwave virata al verbo delle ineffabili Zucche di Chicago. Una splendida notte di Halloween, dissonante e romantica, che spiazzò i fan dellla prim'ora e non fu compresa dai critici
Il trionfale ritorno a Roma della band di Billy Corgan, con l'importante apertura dell'ex-leader degli Screaming Trees
La band di Chicago chiude l'edizione 2025 del Rock In Roma con un'esibizione all'altezza del proprio blasone
Cartoline luccicanti dagli anni 90 a cura delle Zucche riunite
I fratelli D'Addario giocano a carte scoperte
Un cremoso, sensualissimo abbraccio dal profeta dell'afropiano
Ancora un gran debutto dal Cile, questa volta in bilico tra Arcade Fire e confessioni C86
L’istintivo ritorno della premiata ditta Carney-Auerbach con dieci reinterpretazioni di classici blues e r'n'b
L’età adulta si fa suono e parola nel quarto capitolo della band culto del midwest
Il cantautore romano torna con un concept-album spiazzante e ambizioso, decisamente lontano dalle mode attuali
Il terzo album del sestetto country aggiunge distorsioni e guarda all'alternative rock
Un'opera dal deciso respiro internazionale prodotta da una delle più brillanti realtà del contemporary jazz italiano più contaminato