Alice In Chains

Black Gives Way To Blue

2009 (Virgin) | grunge

È vero: ero ancora un bambino quando l'uragano punk si abbattè sulla Vecchia Europa, e ancora troppo ingenuo per poter apprezzare in tempo reale i mille rivoli della new wave. Ma nel bel mezzo dei miei musicalmente avventurosi vent'anni ebbi l'involontario privilegio di poter godere di uno degli ultimi grandi terremoti della storia del rock: il grunge. Vent'anni: quando un disco come "Ten" può davvero cambiarti la vita, e il ceffone in pieno volto di "Superfuzz Bigmuff" ti trasmette il coraggio di scaraventare dalla finestra quella parte di plasticosa paccottiglia accumulata durante gli edonisti anni 80.
Il nuovo Seattle sound in Italia arrivò ovattato e con colpevole ritardo, in un mondo ancora privo di web e peer to peer, così fummo in molti a esultare per un fenomeno che in realtà negli States stava già per tramontare e diventare mainstream.
Gli Alice In Chains rappresentarono il lato più mefistofelico e sabbathiano del movimento, occupando al suo interno un posto di primissimo piano che li portò a vendere oltre diciassette milioni di dischi e a ottenere ben sei nomination ai Grammy Awards.
Se da sempre sono ritenuti inimmaginabili i Pearl Jam senza la presenza istrionica di Eddie Vedder, o i Soundgarden senza la voce di Chris Cornell, gli Alice In Chains dimostrano oggi di poter degnamente sopravvivere anche privi dell'icona luciferina Layne Staley, grazie al privilegio di poter schierare nella propria formazione un altro fuoriclasse assoluto del calibro di Jerry Cantrell, il principale compositore del gruppo, oltre che abile cantante e chitarrista.

La band torna in scena a quattordici anni dall'ultimo lavoro in studio. Anche se non si sciolsero mai ufficialmente, da quando Staley abbandonò questo mondo (il 5 aprile del 2002) furono in molti a ritenere che quell'evento avrebbe rappresentato il capolinea dell'avventura.
Solo con il tempo, anche a seguito dello scarso seguito ottenuto dai lavori solistici di Cantrell, i nostri  compresero come l'unico modo per catturare di nuovo l'attenzione di pubblico e media fosse ripresentarsi al mondo con la vecchia ragione sociale.
Cantrell oggi si impone come indiscusso leader di una band che riprende il proprio percorso artistico esattamente dove era stato interrotto, con gli stessi sapori e umori, come se il tempo si fosse fermato in quell'ormai (sigh!) lontano 1995.
E lo prosegue egregiamente, con la conferma alla sezione ritmica di Sean Kinney (batteria) e Mike Inez (basso), e con l'impalpabile new entry di William DuWall.

"Black Gives Way To Blue" è un disco equilibrato, in grado di riprodurre tutte le sfaccettature del mondo degli Alice In Chains, un nuovo inizio sul quale già dalle prime note dell'iniziale "All Secrets Known" aleggia lo spirito di Layne Staley, tanto da sembrare lui a cantarne l'incipit.
Se siete fra coloro che hanno scoperto e apprezzato gli Alice In Chains soltanto con il celeberrimo "Unplugged", qui ci sarà di che abbeverarsi nella cristalline acque di "Your Decision", di "When The Sun Rose Again" e soprattutto della conclusiva title track, che vede ospite d'onore al piano Sir Elton John e che oserei definire come una delle più belle melodie mai composte dalla band.
Se in "Check My Brain" cercano di fare i ruffiani attraverso un ritornello smaccatamente pop (si parla di California!), altrove le atmosfere sono più tradizionalmente lente e cupe (in "Acid Bubble", dove cantano "you tried to kill me all") o tendenti al metal ("A Looking In View", "Last Of My Kind").
Risultati apprezzabili si ottengono nelle vie di mezzo, ben rappresentate dal fruibile trittico "Lesson Learned" - "Take Her Out" - "Private Hell".

In questi 54 minuti, che scorrono via senza troppi sussulti, si conferma in linea di massima il mood che li rese famosi una ventina d'anni fa, evitando improvvisi cambi di rotta, e lasciando nell'ascoltatore la voglia di skippare qualche minutino lì dove le tracce si dilungano un po' troppo.
Dal punto di vista testuale, difficile evitare il collegamento fra le nuove composizioni e le vicende del vecchio compagno.
Basti ascoltare con attenzione "Your Decision" (Watched your fears become your God/ You feed the fire that burned us all/ No one plans to take the path that brings you lower/ It's over) o la title track, un evidente omaggio a Staley.
Cantrell e compagnia guardano però avanti, come si può dedurre dai primi versi di "All Secrets Known": "Broke, a new beginning/ Time, time to start living life/ Just before we die/ There's no going back to the place we started from".

Potremmo stare mesi a discutere su quale fra "Gives Way To Blue" e "Backspacer" sia oggi più indispensabile o sull'opportunità di dar vita a questo nuovo capitolo della saga di Seattle.
A conti fatti, se gli Alice In Chains non vi son mai piaciuti, non sarà certo questo il disco che vi farà innamorare di loro. Al contrario, se hanno avuto un posto importante nella vostra vita o nella vostra formazione musicale, "Black Gives Way To Blue" rappresenterà invece un evento lieto e benvenuto.
Molto meglio di tante inutili reunion raffazzonate degli ultimi anni.

(14/10/2009)

  • Tracklist
  1. All Secrets Known
  2. Check My Brain
  3. Last Of My Kind
  4. Your Decision
  5. A Looking In View
  6. When The Sun Rose Again
  7. Acid Bubble
  8. Lessons Learned
  9. Take Her Out
  10. Private Hell
  11. Black Gives Way To Blue
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