Les Claypool

Of Fungi And Foe

2009 (Prawn Song) | crossover, funk-rock

Lupus in fabula! Scomparso dalla visuale e dato morto artisticamente dai più, Les Claypool, il pazzoide ex-bassista e cantante dei Primus, invece, tutto pare che abbia fatto meno che girarsi le dita; un album solista "Of Whales And Whoe" del 2006, progetti con i Purple Onions e Sausage, qualcosa come regista, scrittore e attore, ma sempre nel semibuio del sotterraneo. Eroe degli anni 90 dell’alternative crossover, divinità dello slappin dopo Flea dei Red Hot Chili Peppers, Claypool si rimette in gioco, e riesuma tutta la "giocoleria di pollice", ma se non altro per scaricare rabbia e frustrazione di sentirsi ancora squalo ma in una boccia per pesci rossi, di non essere mai pago della sua indole "scapestratamente" anarchica.

E allora scalcia, sbava, digrigna e colpisce in "Of Fungi And Foe", album che se da una parte sancisce definitivamente la rottura col passato primusiano, dirimpetto accentua una evidente stazionarietà caotica. Rimette in piazza gli "agit" della sua slap-mania animale, ma non ci mette il cuore, trascinandosi dietro urli e non canzoni, rumori e non linee musicali, tanto che Billboard lo posta in "crisi di astinenza identificativa" cronica; per un periodo Claypool ha lavorato sulla composizione di frame jingle per videogiochi violence-style ("Mushroom Men"), ed ecco scoperto l’arcano che si riproduce proiettandosi nell’intero registrato.

Filastrocche e marimbe sconnesse ("What would Sir George Martin Do"), tamburi fracassoni e archi deformati ("Red State Girl"), uno Zorn che tentona ("Amanitas"), il flamenco punk ("Bite Out Of Life") dove interviene – ti pareva – Eugene Hutz dei Gogol Bodello, e una polverosa tappezzeria mistico-orientaleggiante ("You Can’t Tell Errol Anything, Booneville Stomp"). Videogame, etno-jazz e strampalerie radicali passati nel mini-pimer del crossover, deliri e visioni anti-pop a manca e dritta, che fanno sorgere un dubbio legittimo: che forse Les Caypool sia arrivato nei centrimetri che separano dall’overdose, a quei pericolosissimi 10 cc del non ritorno che portano un artista a sperimentare gli esperimenti oltre la sperimentazione? Ci siamo vicinissimi, quasi all’orlo, e a Les Claypool occorre una buona e tosta disintossicazione da "caos" per poter tornare alla forma "deformatamente" eccelsa di quando faceva saltare folle oceaniche con i Primus di "Pork Soda" o di "My Name Is Mud", per tornare l’eroe primitivo degli splendori e ricominciare tutto ripartendo dal…"basso"!

(23/06/2009)

  • Tracklist
  1. Mushroom men
  2. Amanitas
  3. Red state girl
  4. Booneville stomp
  5. What would Sir George Martin do
  6. You can’t tell Errol anything
  7. Bite out of life
  8. Kazoo
  9. Primed by 29
  10. Pretty little song
  11. Of fungi and foe
  12. Ol’rosco
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