Luogo musicale in cui trova riparo il chitarrista Michael Bjella, Gog è psichedelia “nera” iniettata in corpo ambient. L’ascolto del brano eponimo è, in tal senso, rivelatore: in bilico tra l’estasi della lentezza di Jesu e le navigazioni intergalattiche di Li Jianhong, questa lunga dissertazione (ventitré minuti) mostra il continuo zampillare di scintille solari che incendiano il silenzio degli spazi cosmici, per un capolavoro di descrittivismo sonico che testimonia, ancora una volta, la forza dirompente e dis-velante di certa musica a stretto contatto con l’angoscia delle stelle. Un brano talmente imponente da relegare i restanti “Night Zoe” e “Gasp In A Fifty Pound Claw” a ruolo di puro contorno.
Se il primo, costruito sull’intersecarsi instabile di tremolo e feedback, assomiglia al suono di un Om dissonante, il secondo è, invece, un marasma non del tutto riuscito di scorie metalliche, batterismo corpulento e peduncoli harsh-noise. Peccato, perché in questo modo il disco sfiora soltanto la cerchia dei migliori dischi dell’anno.
10/09/2009
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore
Un equilibrio raffinato tra canzone, ambient e orchestrazioni nel nuovo convincente lavoro dell'artista californiana.
Il mare quale punto di incontro per due virtuose sperimentatrici elettroacustiche
Un disco di alt-country moderno che unisce calore melodico e tinte crepuscolari
La nuova tappa, più intima e contemplativa, della band del produttore delle star
l debutto del trio romano, tra macchine autocostruite, registrazioni di campo e melodie sussurrate
La popstar tedesca trova finalmente la quadra grazie a un tuffo profondo nell'universo sonoro hyperpop
Songwriting robusto e dream-pop che guarda molto da vicino ai grandi del genere nell'esordio della band londinese