Meganoidi

Al Posto Del Fuoco

2009 (Greenfog) | post-rock

Ci sono gruppi che nascono indipendenti, che vogliono scrivere musica per ascoltatori dall’udito fine e avere un pubblico ampio senza, giustamente, scendere a compromessi. Sono quei gruppi che si sforzano di scrivere brani con il dichiarato intento di essere trasmessi da Radio DeeJay (e andarne ospiti, con tanto di collegamento televisivo); si presentano a Sanremo con brani assolutamente non immediati quando hanno ben dimostrato di saper scriverne di molto coinvolgenti; vincono il premio popolarità di Mtv e ringraziano in latino (sbagliando il verbo) durante il collegamento televisivo mondiale; consolidano la loro immagine d’intellettuali snob scrivendo racconti bruttissimi; giocano a fare i bei tenebrosi in video finto-autoriali e giurano che suonare allo stadio Meazza San Siro non fa di loro delle persone ricche.
Poi ci sono i Meganoidi.

Molti prenderebbero come una benedizione il successo ottenuto nel 2001 con i bellissimi video “Meganoidi” e “Supereroi” (entrambi magistralmente diretti da Lorenzo Vignolo), ma per la formazione genovese è stata una maledizione: divennero noti per canzoni che non li rispecchiavano da tempo all’epoca della loro pubblicazione e il pubblico, che solo allora si era accorto di loro, pretendeva che tutti i brani del disco d’esordio avessero lo stesso stile giocoso e che il gruppo avesse lo stesso aspetto spensierato visto nei clip in televisione.
Un disagio che ha portato i Meganoidi, spaesati dal successo subìto più che goduto, a voler scrivere brani in maniera meno naturale, alla perenne ricerca della totale assenza di orecchiabilità e melodia. Un disagio confermato, ribadito e imposto nel 2006 con "Granvanoeli", un disco cupo, opprimente, pesante, inaridito di leggerezza.

Sfogato il loro malessere, come dopo una scenata, i Meganoidi sono ora più rilassati e sicuri delle loro grandi potenzialità.
Esce ora “Al Posto Del Fuoco”, un disco molto distante da “Granvanoeli”. Un disco molto rock – anzi, un disco rocchissimo – che ospita brani tirati, dalle linee melodiche accessibili e molto belle (“Scusami Las Vegas”, “Altrove”, “Dighe”) e ombre dai dischi precedenti (“Dune”, “Solo Alla Fine”) perché è il passato a spiegare il presente. Presente non ben rappresentato, a mio personalissimo parere, da “Aneta”, primo singolo estratto, supportato dal brutto video diretto da Stefano Bozzetta (suo anche il bellissimo video di “Approdo”, tratto dal disco precedente) in cui il cantato ricorda vagamente quello di Piero Pelù. Meglio rappresentativo sarà il secondo singolo estratto, la potente “Mia”, il cui video è diretto dal promettente Francesco Rotunno.

Un disco sicuramente accessibilissimo, soprattutto dal vivo, che trabocca di carica e di melodia, pieno di brani che possono ben essere cantati a squarciagola per esorcizzare il solito ingorgo che ci imprigiona nel traffico. A noi questi Meganoidi piacciono.

(13/04/2009)

  • Tracklist
  1. Altrove
  2. Aneta
  3. Dighe
  4. Dune
  5. Scusami Las Vegas
  6. Ima-Go-Go
  7. Mia
  8. Solo Alla Fine
  9. Your Desire
  10. Stormo
  11. Al Posto Del Fuoco
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