The Mentos

Du Iu Uona Rokke Rolle?

2009 (Autoprodotto) | rock demenziale

Piccole realtà crescono. Sarà che la provincia di Latina è piacevolmente baciata dal mare e dal sole, fatto sta che si registra continuamente la nascita di nuove situazioni musicali sbocciate all’insegna del divertimento spensierato.
Nel caso dei The Mentos (demenziali già dal nome) il divertimento è di diretta derivazione giamaicana, tanto per rimarcare che in zona non si vive solo di Tiziano Ferro e di locali iper-trendy.
Certo, la vicinanza con Roma non facilita i musicisti del territorio, ma sono in molti a decidere di non arrendersi e di promuovere instancabilmente la propria musica attraverso un’intensa attività live e l’utilizzo dei potenti strumenti che oggi il web mette a disposizione per facilitare il tam tam dell’informazione.

Fra le band maggiormente attive dal vivo negli ultimi mesi nell’hinterland romano c’è il trio The Menthos, sulla breccia da un paio d’anni e giunto al secondo disco autoprodotto. Il gruppo è formato da Giuseppe Arduini, voce e basso, già bassista con gli Easy Skankers, la più importante ska-band della zona, Andrea Vispi alle chitarre e Stefano Pagliaroli alla batteria.
La grafica accattivante, giocata sull’alternanza del giallo e del nero, è solo l’antipasto per gli azzeccati incroci musicali riversati sul dischetto.
Partendo sovente da una forte matrice ska-punk ipervitaminica, si viaggia verso le direzioni più disparate, fino a raggiungere le frequenze hard di “Non dire che mi vuoi” (a due passi dai Marlene Kuntz de "Il Vile") e il reggae stiloso di “Sei bella”, la più riuscita composizione del lotto.

I testi, divertenti e ricchi di doppi sensi, raccontano piccole situazioni incentrate su personaggi locali (“Arrotino”, “Torcia”), si soffermano sul ricorso al sesso più estremo (“Skadomaso”), sulle spiacevoli scoperte che possono costellare le “nostre” giornate (la già citata “Sei Bella”, “Profuma di rosa”), e sui rischi del voyeurismo (“Guardone”). In “E.M.O.” ci si prende gioco delle attuali mode prefabbricate e in “Mary” (diventata la loro canzone-inno) si scherza sulle ambiguità del sesso.
E poi c’è da spezzare una lancia in favore della politica di prezzi simbolici scelta dai tre: il cd è acquistabile con soli cinque euro, anche se al momento esclusivamente sulla loro pagina MySpace.

È un autoprodotto, e si sente, ma ci sono tutte le carte in regola per tentare il grande salto verso i migliori palcoscenici nazionali, anche perché il trio dimostra di avere la necessaria capacità di macinare generi diversi, vedi la chitarra inaspettatamente funky che apre “Guardone” o le atmosfere tipicamente rock‘n’roll che permeano “Maiale artificiale”.
Senza cadere nella trappola dell’impegnato a tutti i costi, tipico degli ultimi Punkreas o dell’integralismo ska dei Vallanzaska, i The Mentos dimostrano la giusta apertura mentale per poter superare le barriere stilistiche.
Basterà smussare qualche eccesso di provincialismo nei testi e magari mettere nel frullatore qualche ulteriore ingrediente in più per produrre un buon “fatidico terzo disco”

(27/08/2009)

  • Tracklist
  1. Arrotino
  2. Skadomaso
  3. Guardone
  4. Maiale artificiale
  5. Mary
  6. Torcia
  7. Profuma di rosa
  8. Giudizio universale
  9. Sei bella
  10. Non dire che mi vuoi
  11. E.M.O. (Essere Musicisti Oggi)
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Recensioni

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