Tutto interno a Beta Lactam Ring, lo split tra i Volcano The Bear e i Lastpo è quasi una sfida a chi è capace di (de)comporre le marce funebri più malate in circolazione.
Qui i Volcano The Bear spingono l'acceleratore sull'aspetto improvvisativo della loro musica, tanto che "Our Number Of Wolves" sembra un pezzo del Sun Ra più sghembo e quasi "concreto" dei "The Solar Myth Approach", mentre "The First Circle Is The Eye" va a parare dalle parti del folk andaluso a tinte free della Liberation Music Orchestra. I pezzi alla Volcano The Bear ("The Open, The Closed & The God-Like Shutter", "The Boy With The Lips Inside") sono pezzi… alla Volcano The Bear, nel senso che la band, come al solito, fa il suo sporco lavoro, e lo fa bene.
Il collettivo Lastpo (La Société des Timides à la Parade des Oiseaux) non mi ha mai colpito più di tanto – troppo espressionista e confusionario per la musica che tenta di fare – eppure qui offre un buon contributo asciugando le parti strumentali. "Guayaki", soprattutto, impressiona favorevolmente nel suo travestimento da gamelan morboso alla Peeesseye. E anche i pezzi successivi si fanno apprezzare nella loro mai stucchevole furia improvvisativa.
Non male, nel complesso.
03/09/2009