La sensazione, terminato l’ascolto di questo nuovo lavoro di Adam Forkner, è che tutto sia stato fin troppo diluito.
Se, infatti, “Prism Of Eternal Now” riusciva a mantenersi nell’alveo di un equilibrio apprezzabile, “New Clouds” attraversa con eccessiva ansia espressiva le voragini del cosmo, con le sue pulsazioni neo-kraute e le sue fluttazioni ambient-drone. Già eclatante, a tal proposito, “Tuesday Rollers And Strollers” imbastisce quasi un mantra delle sfere celesti, serpeggiando, senza molta convinzione, per oltre diciotto minuti.
In seguito, gli umori sembrano placarsi e “Major Spillage” lascia che gli spazi siderali si distendano dinanzi agli occhi in tutta la loro immensità: la voce si fa, intanto, eco indistinta, sepolta dai fasci luminosissimi delle vibrazioni interstellari, e le percussioni, mimate dall’elettronica, segnano il passo per il lento crescendo.
Un’estetica dell’ascensione progressiva, insomma, dove la meta non può che andare a rappresentare il Sacro Graal di una vertigine astrale pregna di misticismo pagano. Musica dentro cui bisogna avventurarsi e abbandonarsi, naturalmente. Eppure, non può molto l’ascoltatore lì dove lo stesso Forkner non è riuscito, questa volta, a venire a patti con la sua ispirazione.
Passati senza molti patemi i tribalismi in marcia di “All The Boogies In The World” (condotta nell’incanto di una laguna ambient), lascia piuttosto perplessi “Monday Boogies Forward Forever”: sintesi di tutti i percorsi sonori del disco, ma anche faro capace di illuminarne i punti deboli.
Consideriamolo un disco di transizione.
20/10/2009
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