Arcade Fire

The Suburbs

2010 (Merge)
pop

Gli Arcade Fire da Montreal sono la dimostrazione di come, da fenomeno nel microcosmo indie, si possa arrivare a calcare grandi palchi ed a raggiungere un pubblico ben più vasto. Spesso il vero termometro, oltre alle vendite (comunque decisamente importanti per i canadesi), è l'attesa, l'hype che si crea attorno a un singolo da pubblicare, piuttosto che ad un tour o, come in questo caso, ad un album in dirittura d'arrivo.
"Funeral", debutto più roboante della decade scorsa assieme al primo lavoro dei Franz Ferdinand, trasudava una necessità assolutamente particolare, un istinto comunicativo e un'istanza di calore difficilmente replicabili. "Neon Bible" raffreddava gli umori, nonostante picchi emozionali intensi, adagiandosi su strutture forse meno immediate. Il successo di pubblico e critica ha elevato gli Arcade Fire a status non troppo dissimili dall'idolatria nei confronti dei Radiohead. Testimonianza ne sia il fibrillare compulsivo di blog e siti alla notizia del leak dell'album.

Accade però che magari il regalo da scartare non è così luccicante come la confezione, e l'attesa nel riceverlo, dovrebbero richiedere. E "The Suburbs", terza prova del collettivo, ne è dimostrazione tangibile. Mettiamolo subito in chiaro: non è un brutto disco, ma infrange la potenza d'urto delle sue hit (e sono diverse) sugli scogli di un'eccessiva durata e di un certo spaesamento generale.
Se infatti sia nel debutto che in "Neon Bible" il mood era compatto, "The Suburbs" sbriglia le tracce da un progetto d'insieme, presentadole come episodi singoli e slegati gli uni dagli altri. La forza del frontman Butler risiede tuttavia nella capacità di scrivere belle canzoni, tese e oblique, pronte a mutar forma, ad ergersi a muro, a svincolarsi. E qui le belle canzoni di certo non mancano. L'avvio è folgorante, l'uno-due iniziale ("The Suburbs" e "Ready To Start") lancia in orbita le aspettative, tracciando le linee-guida del suono Arcade Fire: chitarre tagliate, voce pulitissima, crescendo corali per giornate soleggiate.

Il prescindibile incedere, un po' scontato, di "Modern Man", accompagna "Rococo", barocca finanche nel titolo. La quarta traccia, pur non entusiasmando, propone un azzeccato moto ondulatorio che riaccende alla memoria gli splendori corali di "Funeral".
Stessi crismi con risultati pressoché uguali per la successiva "Empty Room", avvolta da chitarre dagli echi shoegaze. L'accoppiata "Half Light I"-"Half Light II (No Celebration)" riporta il combo canadese ai livelli che gli competono: il primo episodio, nel quale una commovente sinfonia d'archi si innalza limpidissima e malinconica nel suo incedere straziante, si accende e si spegne calorosamente. "Half Light II (No Celebration)" ne è perfetta simmetria elettrica.
"Suburban War" e "Month Of May" non propongono nulla di nuovo, riciclata la prima, insipido rockettino (funzionale allo stacco rispetto alla magniloquenza fin qui udita, ma nulla più) il secondo, la nenia "Wasted Hours" e le chitarre anestetizzate di "Deep Blue" non riescono a catturare davvero, cosa che invece riesce a "We Used To Wait", pezzo corale dall'incedere contagioso e arioso, sulla scia di "No Cars Go".
Ultimo acuto è sicuramente la sorprendente meteora synth-jappo "Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)", non distante dal revival Eighties tanto in voga.

"The Suburbs" è forse l'album più studiato dagli Arcade Fire. C'è misura in tutto, meno pacchianeria ed una focalizzazione verso il formato marcatamente pop. La formula funziona a dovere in certi frangenti, tuttavia finendo alla lunga con l'annoiare. Alti e bassi si rincorrono, il minutaggio eccessivo e cadute piuttosto evidenti fanno il resto.
C'è però ancora una volta da sottolineare la mirabile capacità della band di scrivere canzoni pop come pochi altri sanno fare.
A conti fatti sarà forse questo "The Suburbs" che li lancerà definitivamente nell'Olimpo, certo è che l'immediatezza, la vivacità e l'innocenza del debutto, ad oggi, rimangono ineguagliate.

28/07/2010

Tracklist

  1. The Suburbs
  2. Ready to Start
  3. Modern Man
  4. Rococo
  5. Empty Room
  6. City With No Children
  7. Half Light I
  8. Half Light II (No Celebration)
  9. Suburban War
  10. Month of May
  11. Wasted Hours
  12. Deep Blue
  13. We Used to Wait
  14. Sprawl I (Flatland)
  15. Sprawl II (Mountains Beyond Mountains)
  16. The Suburbs (Continued)

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