Sottotraccia e senza clamori, il sound artist e chitarrista svizzero Luigi Archetti è giunto a compiere quasi vent'anni di una carriera votata all'insegna della sperimentazione elettronica più rigorosa e al contempo sfaccettata. Conosciuto anche per i suoi lavori con Bo Wiget, editi da Rune Grammofon, e per aver collaborato per diversi anni con i Guru Guru, Archetti qui ci regala un altro lavoro di elettroacustica astratta e senza compromessi.
Una dopo l'altra, si susseguono tredici tracce intrise di atmosfere plumbee, che sembrano evocare inquietanti incubi al silicio. Eccellente il lavoro sulle texture, sulle timbriche e sulle frequenze dei suoni. Queste ultime, in particolare, presentano andamenti così irregolari e ossessivi da riuscire a generare una costante sensazione di perdita dell'orientamento.
18/08/2010
L’istintivo ritorno della premiata ditta Carney-Auerbach con dieci reinterpretazioni di classici blues e r'n'b
L’età adulta si fa suono e parola nel quarto capitolo della band culto del midwest
Il cantautore romano torna con un concept-album spiazzante e ambizioso, decisamente lontano dalle mode attuali
Il terzo album del sestetto country aggiunge distorsioni e guarda all'alternative rock
Un'opera dal deciso respiro internazionale prodotta da una delle più brillanti realtà del contemporary jazz italiano più contaminato
La "nueva escena chilena" si arricchisce di una band formidabile, tanto poetica quanto contundente
Gli svedesi intercettano la malinconia all'insegna di un etereo dream-pop
Il convincente debutto della giovane londinese che guarda all'America