Fenn O' Berg

In Stereo

2010 (Editions Mego) | drone-ambient, glitch

Fenn O'Berg, chi sono costoro? A otto anni dalla seconda prova, il progetto riprende quota. Dietro a questo gruppo si celano tre tra le più brillanti menti degli ultimi vent'anni: Fennesz, O'Rourke e Rehberg, rispettivamente genialità viennese, guru e mr. Editions Mego. La natura delle opere precedenti – il debutto del 1999 intitolato “The Magic Sound Of Fenn O'Berg” e il bis concesso nel 2001, “The Return Of Fenn O'Berg" - era chiaramente nel segno della sperimentazione e di un'elettronica molto fredda e algebrica, con particolare attenzione all'uso di glitch.
Il tempo però pare abbia mutato le coordinate di riferimento.

“In Stereo” articola i suoi 55 minuti di durata in sei brani, intitolati secondo una numerazione romana che tuttavia non corrisponde all'effettiva disposizione degli stessi. Le architravi portanti sulle quali i Fenn O'Berg si muovono sono quelle di un ambient che si invischia con sfondi dronici, senza tuttavia disdegnare inserzioni elettroniche. Ben lungi dall'offrire uno spaccato omogeneo e totalizzante, “In Stereo” delinea ora quadretti isolazionisti, ora vibranti spettri, secondo un meccanismo compositivo che mira a una resa subacquea del suono.

Gli iniziali nove minuti di “Part III” si sviluppano su leggerissimi tocchi che si innestano su un gelido sibillio, che man mano si spegne per lasciar posto a una lucida patina ambientale. Le disturbanti dissonanze sulle quali si apre la successiva “Part IV” si dissolvono negli impetuosi rivoli sonori di marca Pita. E se i tredici minuti di “Part V” volgono ora verso coordinate ambient-drone dai tratti sinistri, ora verso increspature giustapposte e impazzite, “Part I” svolge le sue lunghe leve ambientali fino all'irruire fragoroso dei piatti di una batteria che sconvolgono il gelido quadretto creato. Ed è facile perdersi nei vetri rotti che rifrangono immagini caotiche e deformate che si risolvono in uno scenario dark-ambient (“Part VII”), o nella conclusiva “Part VI”, nella quale fiumiciattoli futuristi abbozzano non-strutture sulle quali entrano in takle glitch obliqui.

“In Stereo” è una narrazione del caos applicato all'ambiente. L'intelligentia che si cela dietro al progetto cala qui tutti gli assi disponibili, vincendo la partita a mani basse. Dissolvendo l'ambient in distese spettrali e rivoli elettronici, Fennesz, O'Rourke e Rehberg trovano una sintesi tale da giungere a un livello molto prossimo alla perfezione. “In Stereo” non inventa nulla, ma è una delle più alte summe ambient-sperimentali degli ultimi dieci anni.

(05/03/2010)



  • Tracklist
  1. Part III
  2. Part IV
  3. Part V
  4. Part I
  5. Part VII
  6. Part VI
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