Già detentore dell’interessante “Il nuovo è al passo coi tempi” (Snowdonia, 2009), Fabrizio Somma, in arte K-Conjog, prosegue il suo cammino con un 7” in tiratura limitata, “Le storie che invento non le so raccontare”, un concentrato di ammennicoli strumentali che riprende e sviluppa la seconda parte del “Nuovo”, la meno sperimentale (e la meno convincente).
Il gioiellino melodico è comunque “Chapter II”, nella prima facciata, un’illusione sonora tra effetto reverse e una cavatina neoclassica (con tabla). “Chapter IV” e “Chapter III” sono duetti tra fingerpicking acustico e pianoforte, con dosi variate di campionamenti di voci (canto di donna, vociare infantile, cori gravi, etc). “Chapter I” è la più elettronica.
Preceduto dall’uscita di “Mono No Aware” (un crescendo di 10 minuti che è una sorta di “Where The Streets Have No Name” degli U2 per l’era dei Sigur Ros), composizione su commissione per un’esposizione multimediale, l’arte di Somma ristagna sul sottofondo e l’abbellimento, con qualche sparuta punta di elaborazione barocca. Videoclip al contrario in stile “Memento” per “Chapter II”, a cura del videomaker Francesco Lettieri.
09/12/2010
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