Dan Sartain

Lives

2010 (One Little Indian) | rock, blues, rock-a-billy

Ci colpì molto favorevolmente Dan Sartain quando nel 2006 pubblicò "Join", il suo secondo disco commercializzato, eccellente seguito all'esordio di "Dan Sartain vs. The Serpientes", avvenuto l'anno precedente.
"Join" diede grande visibilità all'artista nativo di Birmingham, Alabama, tanto da consentirgli di aprire alcune date per White Stripes e Hives.
Poi l'oblio, e il dubbio che si fosse trattato dell'ennesima meteora consumatasi troppo in fretta.
E invece rieccolo qui su One Little Indian, con tredici nuove tracce pronte a riproporre il già rodato mix fra atmosfere tarantiniane e modulazioni ora vicine al blues, ora prossime al rock-a-billy, con la lezione del miglior rock'n'roll anni 50 sempre ben presente.

E' molto magro, Dan Sartain, e sulla copertina di "Lives" gioca a fare il belloccio di turno. Nel suo primo disco era immortalato cappio al collo, mentre in "Join" il disegno scelto per la cover lo riproduceva rivoltella alla tempia e macchia di sangue sullo sfondo: l'inarrivabile Quentin che ritorna.
Il repentino cambio d'immagine potrebbe essere frutto di una piccola concessione alla commerciabilità? Di sicuro "Lives" scorre via che è un piacere, con la traccia più lunga che arriva a misurare due minuti e quarantasei.
E' bravo, Dan Sartain, non aggiunge nulla a quanto già scritto da altri nella grande enciclopedia della musica rock, ma si trova indubbiamente in pole position per raccogliere la pesante eredità di Willy DeVille. Magari meno chicano, ma con altrettante idee in area vintage root rock.

Gli spunti sono molteplici: dall'attacco mariachi di "Those Thoughts" alle aggressive rotondità di "Doin' Anything I Say" (se vi è piaciuto "Riot City Blues" dei Primal Scream ne andrete pazzi), dagli irresistibili richiami sixties di "Bohemian Grove" (già singolo prodotto dall'amicone Jack White) agli aromi western di "Prayin' For A Miracle", la quale pare uscita dalle penne di Iggy Pop e Nick Cave dopo una serata ad alto tasso etilico.
Il rock-a-billy emerge prepotente in "Walk Among The Cobras IV", il blues tracima sudore in "Atheist Carol", mentre "Ruby Carol" e "Bad Things Will Happen" non sfigurerebbero affatto in un prequel di "Pulp Fiction".

Nella seconda metà del disco il livello resta discreto, con il rock da Fm di "Voo-Doo", le circumnavigazioni acustiche di "Whatcha Gonna Do?" e "Yes Men", gli echi byrdsiani di "I Don't Wanna Go The Party" e la chiusura ubriaca di "Touch Me", quasi lennoniana nella strofa.
Buon ascolto con il nuovo disco del rocker più pulp dell'Alabama.

(15/06/2010)

  • Tracklist
  1. Those Thoughts
  2. Doin' Anything I Say
  3. Bohemian Grove
  4. Prayin' For A Miracle
  5. Walk Among The Cobras IV
  6. Atheist Funeral
  7. Ruby Carol
  8. Bad Things Will Happen
  9. Voo-Doo
  10. Whatcha Gonna Do?
  11. I Don't Wanna Go To The Party
  12. Yes Men
  13. Touch Me
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