Unheilig

Grosse Freiheit

2010 (Interstar) | goth-rock

Nel panorama rigorosamente teutone composto da chi, nel calderone compositivo, amalgama metal, electro-industrial e gothic-rock, tra gli act più rappresentativi troviamo Letzte Instanz, Asp, i Das Ich e gli Unheilig; in special modo gli ultimi sono icone di un movimento corposo con largo seguito tra i confini domestici.

Proprio la capacità di ibridare con gusto catchy metal e goth ruvido è in grado di richiamare sotto gli stage fasce diversificate e importanti di pubblico underground non solo nei festival teutoni.

Nel resto d'Europa il movimento risulta abbondantemente snobbato, ma a torto, e la storia degli Unheilig, per meglio dire le visioni di Der Graf per la sua concept-band, sono testimonianza di quanto invece possa esistere un polo di "contrasto" al mainstream più becero, alla "sottocultura" musicale fine a se stessa.

 

Accattivante e potente, romantico o melodico, il sound che Der Graf ha costruito negli anni è figlio dei generi citati, splendide matrici su cui diluire suoni e colori; puntare su "Geboren Um Zu Leben" come manifesto dell'album è vincente per la qualità della storia narrata, la voce generosa di toni e nuance calde, in grado di rendere sempre seducente lo spigoloso tedesco, non ultima la figura dello stesso Der Graf, signorile archetipo romantico, signore d'altri tempi.

In parte sono motivi importanti del successo di "Grosse Freiheit", capace di presenziare con la clip di "Geboren Um Zu Leben" su Mtv Germania, non meno legata al cuore commerciale musicale rispetto alla sorella italica e di portare le vendite oltre le duecentomila copie, consegnando agli Unheilig un successo inaspettato e un disco di platino che per l'"impuro" mondo dark teutone ha il sapore di rivincita.

 

Sono questi gli episodi in cui si esprime al meglio la vena del leader: ballate romantiche con retrogusto rock-wave, anche in "Unter Deiner Flagge", con le sue chitarre ora plettrate che flirtano con synth eterei, abbandonando in parte quel sentiero tracciato tra riff galoppati, così come quando s'immerge nel folk (folkish...) di "Unter Feuer", tra minuti fingerpicking sulle corde condotte dalla fisarmonica, in uno dei più classici arrangiamenti del folk tedesco.

Eppure "Grosse Freiheit" è aperto dalla solita potente e sinfonica tecnica di gothic-rock, architetto di suite costruite su suoni impetuosi e "Das Meer" è la giusta opener nell'attesa del mordente messo in campo nella successiva "Seenot", tra melodie feline vocali e stuzzicanti synth in sintonia con gli Unheilig di sempre, un marchio facilmente identificabile.

Ciononostante le ballate decantate in precedenza sono i motivi di esaltazione del nuovo corso Der Graf, anche quando (o soprattutto) si tinge di elettronica, come nella dancy "Halt Mich", che, in un ipotetico duello di voci giocate su nuance calde, insidierebbe Tilo Wolf dei migliori Lacrimosa del passato. Colori che si adattano perfettamente alle immagini d'autunno, quello che quotidianamente incontriamo camminando, guidando l'automobile o soffermandoci a degustare il delizioso gioco stagionale di ocra, gialli o rossi di agonie destinate.

 

"Grosse Freiheit" ha una grande carica evocativa, nemmeno troppo implicita, e in quel quotidiano evocato trova la giusta tela, i colori e il pennello tra le corde vocali di Der Graf, che oggi esprime la maturità del suo lavoro dopo anni, senza stravolgere il sound Unheilig, ma variandolo costantemente con percorsi da seguire nel tempo.

(07/10/2010)

  • Tracklist
  1. Das Meer
  2. Seenot
  3. Für Immer
  4. Geboren Um Zu Leben
  5. Abwärts
  6. Halt Mich
  7. Unter Feuer
  8. Grosse Freiheit
  9. Ich Gehöre Mir
  10. Heimatstern
  11. Sternbild
  12. Unter Deiner Flagge
  13. Fernweh
  14. Schenk Mir Ein Wunder (Bonus)
  15. Auf Kurs (Bonus)
  16. Neuland
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