Tre nuovi brani per il canadese Martin Dumais contenuti in questo 10″ rilasciato dalla Denovali, la cui prima facciata è occupata da “Return To Jupiter Jazz”, un elastico pulsare cosmico che continua nel solco già tracciato da “Black Pyramid“. È il brano più lungo del lotto con i suoi oltre nove minuti di durata, mentre gli altri due sono mediamente più brevi: “Floodland” (un’estatica profusione di malinconico abbandono per rintocchi minimi di chitarra e delicati sciami sintetici) e “Family Man” (un numero ambient-noise piuttosto interlocutorio, in cui trovano spazio anche gli interventi di chitarra e di synth analogico di Frédéric Arbour ed Éric Quach, meglio conosciuto come Thisquietarmy). Apprezzabile, ma senza guizzi memorabili.
09/07/2012
Il solenne discorso post-catastrofico di Martin Dumais, alle prese con l'ultimo raffinamento del verbo Earth
Tra drone-metal e dark-ambient, le magnetiche evoluzioni sonore di Martin Dumais
Non del tutto riuscito, ma comunque al di sopra della media, un nuovo disco targato Dumais
Il nuovo album del canadese Martin Dumais: un capolavoro kosmische-ambient
Una trama di ipertesti in un disco in cui il passato affiora ovunque
Secondo lavoro per il collettivo di Montréal in un calcolato caos musicale
L'ex Hype Williams trasforma l'errore in metodo e sfiora il rumore catartico
Giunge dall'Indonesia una delle migliori proposte soul dell'anno
L'ottavo disco della popstar americana, tra rinnovate prese di coscienza e nuovi tentativi di fuga
Un rituale sabbatico, un folk destrutturato, l'apocalisse
Il disco che consacra la formazione galiziana tra i migliori interpreti shoegaze
La musica di cui ha bisogno l’America nell'era di Donald Trump