La doppietta album-Ep sembra essere ormai diventata una consuetudine, in casa Warp. Lo hanno fatto gli
Autechre con “
Oversteps” e “
Move Of Ten”, lo fa da ani
Squarepusher, lo ha fatto persino
Brian Eno con “
Drums Between The Bells” e “Panic Of Looking”.
Questa volta è il turno di
Chris Clark – da qualche anno a questa parte noto esclusivamente con il suo cognome – che a distanza di qualche mese da “
Iradelphic” dà alle stampe questo “Fantasm Planes”.
Tre dei brani sono in realtà altrettante variazioni in chiave pseudo-dubstep di temi già inclusi nel precedente album: la terrificante “Henderson Swooping” stupra e devasta a suon di
beat rallentati e acidi l'originale
ouverture dell'album, “Com Re-Touch/Pocket For Jack” ci riprova – nella maniera opposta e con maggior successo - trasmutando le languide distese sintetiche in arpeggi minimali; infine, “Secret Slow Show” parte piano e con buone speranze salvo poi perdersi in sperimentalismi senza capo né coda.
Va senza dubbio meglio con i tre inediti: la
title track sposa nuovamente la tendenza 2-step in salsa
harsh, ricalcando senza mezzi termini l'ultimo
Squarepusher, mentre i risultati migliori arrivano con l'intermezzo ambient dal retrogusto industriale della bellissima “Brigitte” e con il conclusivo, breve omaggio all'
Aphex Twin più melodico di “Dove In Flames”.
Tirando le somme, quanto va a pesare “Fantasm Planes” sul percorso di Clark? Ben poco, forte di due piccoli capolavori, due brani medio-buoni incapaci di lasciare il segno e due autentici scempi. Va a finire che sì, non è certo un lavoro del tutto da buttare – considerato anche il formato e la relativa importanza – e che anche se lo fosse, in testa continueremmo ad avere la bellezza sublime del ravvicinatissimo “Iradelphic”.
Ma allo spontaneo domandarsi se non sarebbe stato meglio aspettare un paio d'annetti e sfruttare le cose migliori qui incluse per un futuro nuovo album, la risposta è inevitabilmente, irrevocabilmente affermativa.