Family Of The Year

Loma Vista

2012 (Nettwerk) | alt-pop

Pare che Steven Tyler (sì, proprio quello Steven Tyler) abbia definito i Family Of The Year come "dei Mamas & Papas in acido". Ora, non sappiamo di preciso come il leader degli Aerosmith abbia incrociato la strada della band losangelina, tuttavia la definizione - provocatoria, tranchant e furbetta (infatti gli stessi FOTY con questo claim ci marciano volentieri) - potrebbe essere più azzeccata di quanto sembri.
Per quanto i tre quarti dei membri attuali del gruppo vengano dal Galles via Massachussets (i fratelli Joseph e Sebastian Keefe) e dalla Florida (il chitarrista Jamesy Buckey) e la sola Christina Schroeter sia originaria della California, i Family Of The Year sono fisicamente, intenzionalmente e concettualmente una band californiana. Quindi The Mamas & The Papas devono entrarci per forza, e così i Beach Boys e CSN&Y e una tonnellata di musica uscita dalla West Coast tra Sessanta e Settanta.

Se l'album di debutto del 2009 "Songbook" chiariva già quali fossero le passioni musicali dei fratelli Keefe, mettendo in fila ben 15 canzoni di incerto eclettismo indie e riuscita diseguale, incentrate comunque su tessiture acustiche e melliflue armonie vocali, "Loma Vista", opera seconda dei Nostri, ci sembra un sensibile passo in avanti, pur mantenendo la prua saldamente verso Ovest e i piedi piantati nella sabbia del Pacifico.

Licenziata buona parte della band originaria e accantonato lo spontaneismo dolce-amaro degli esordi, i quattro della "Famiglia" aprono il nuovo album con la variopinta ed esuberante dose di elettricità di "The Stairs", che può ricordare degli Arcade Fire addomesticati, o meglio ancora gruppi di folk-pop muscolare come gli islandesi Of Monsters And Men.
Mentre l'energica immediatezza (infiocchettata di cori, coretti e sinth come un vistoso pacco regalo) del singolo "Diversity" si diletta a mettere insieme con buona efficacia Rilo Kiley, Best Coast e i New Pornographers più "semplici", l'appiccicosa e beachboysiana "St. Croix", con un chorus del calibro di "You bring me ocean, I bring the motion, toghether we make a love potion", ci rende complici di un gioco pop che, in equilibrio sul filo sottile del kitsch, finisce per essere divertente se non viene preso troppo sul serio.

E in effetti i Family Of The Year, superate le ambizioni del primo disco, adesso sembrano spassarsela alla grande, muovendosi senza soluzione di continuità dall'elettricità che contraddistingue l'inizio dell'album al gioioso singalong acustico da tramonto estivo sulla spiaggia di "Buried". La California di "Loma Vista" non conosce ombre né sfumature, insomma, e così anche l'intimismo di "Hero" e della ballata "Hey Ma" termina in quella luminosa e zuccherina catarsi corale di cui la band di stanza a Los Angeles sembra non poter fare a meno.
La stessa che ritroviamo - piacevolmente prevedibile, come il sapore di una fresca bibita gassata che ti fa sembrare meno insopportabile la canicola di agosto (ma ti lascia la sete) - nel canone scampanellante di "Everytime", nell'esuberante manifesto programmatico "Living On Love" e persino nei titoli di coda di "Find It", che pare davvero creata da una costola di "Teach Your Children Well" di Nash.

Come molte giovani band americane di questi ultimi anni, i Family Of The Year condividono la riscoperta di radici folk e armonie vocali che ha portato in alto i Fleet Foxes. Mentre però un gruppo come i Milo Greene - che pure sono di Los Angeles e hanno condiviso molti palchi con i concittadini - declina questo nucleo ispirativo in modo "serio", cercando la suggestione dei crescendo e strutture meno immediate, i Nostri utilizzano i modelli con dichiarata leggerezza e puntano a creare pop song di immediata potabilità e nessuna pretesa intellettuale.
Qualche volta la misura degli ingredienti scappa dalle mani, qualche volta invece trova la sua quadratura ("Never Enough" ad esempio possiede davvero la scintilla melodica dei Teenage Fanclub). Probabilmente ai primi freschi d'autunno "Loma Vista" - da instant album estivo al cento per cento quale è - finirà nel cassetto. Per il momento, però, è difficile chiedergli di più.

(14/08/2012)

  • Tracklist
  1. The Stairs
  2. Diversity
  3. St. Croix
  4. Buried
  5. Hero
  6. Everytime
  7. Living On Love
  8. Hey Ma
  9. In the End
  10. Never Enough
  11. Find It
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