Farmer Sea

A Safe Place

2012 (Dead End Street) | alt-pop

Quante volte si sente dire, di un disco italiano, che è pronto per sfondare all'estero, a volte anche solo per motivazioni che col contenuto sostanziale del disco non hanno niente a che fare. Si snocciolano date in più o meno improbabili festival anglosassoni, si citano le collaborazioni con qualche produttore strapagato - che naturalmente segue la band dagli esordi - e ci si esalta per sonorità à-la page - ammesso e non concesso che lo siano davvero - e canzoni mediocri.
Una eccezione a questa macchina promozionale - e provinciale, dato che ha comunque sempre e solo effetto sul mercato interno (o quasi) - è, guarda caso, una band che si autoproduce e fa musica che altri gruppi stranieri fanno da più di dieci anni. Ma, in questo caso, non è la riproduzione calligrafica di questi ultimi a convincere della "internazionalità" di "A Safe Place", ma l'ispirazione compositiva e la limpidezza degli arrangiamenti.

I Farmer Sea, ragazzi torinesi in attività dal 2004, realizzano infatti in questo secondo disco un piccolo capolavoro di timidezza e spontaneità, un fluido guitar pop, dal sound oscillante da corposità Nada Surf a volubili impressioni Sarah (si rimanda alla bella "Nothing Ever Happened" per un riassunto) dove ogni cosa sembra semplice, complice una scorrevolezza che può venire solo da un grande lavoro sulle canzoni.
Si muove sul velluto la voce di Andrea Sassano, confessando le ascendenze Teenage Fanclub del gruppo ("To The Sun"), caratterizzandole con una vena di rabbia sommessa, di pensosa malinconia come nel jangle reinterpretato secondo stilemi gibbardiani in "Small Revolutions" (ma siamo sempre dalle parti della Seattle primi 2000 nel sadcore viscerale di "The Fear"). Ancora i Death Cab For Cutie di "Transatlanticism" tornano nel paesaggio solitario di "For Too Long", in uno sfondo tempestoso di lontani echi di pianoforte e riverberi chitarristici.

Non mancano anche il gusto National dell'arrangiamento di "Lights" e "Disappearing Season" e l'electro-pop dei Notwist di "Number 7", ma il fatto che nessun riferimento possa accampare diritti di paternità è un segno inequivocabile che gli unici veri autori di "A Safe Place" sono proprio gli stessi Farmer Sea, che di certo non sfigurano di fronte a tutti i nomi evocati dalla loro musica.
Vi sembra poco?

(13/02/2012)



  • Tracklist
  1. The Fear
  2. To The Sun
  3. Lights
  4. Small Revolutions
  5. The Green Bed
  6. Nothing Ever Happened
  7. Number 7
  8. Summer Always Comes Too Late For Us
  9. Disappearing Season
  10. For Too Long
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