Analizzare l'opera di un musicista come Hans Nordvargr Björkk – che i posteri ricorderanno solo con il primo cognome – equivale all'immergersi in un pezzo di storia musicale del Nord Europa. Dopo essere stato protagonista dell'incontro fra la tradizione black metal norvegese e l'industrial con i Maschinenzimmer 412 e dell'importazione dell'Ebm in terra scandinava con i Pouppée Fabrikk, il poliedrico sperimentatore ha dato il la a una carriera solista dalla prolificità incredibile, fondando una quantità esorbitante di progetti paralleli, ciascuno dei quali con peculiarità sonore proprie.
Da allora, Nordvargr è l'incarnazione principale della personalità artistica di Björkk, nonché uno dei nomi principali della brulicante scena dark-ambient di origine industriale. Probabile che la Old Europa Café, ormai partner fissa per le sue uscite, avesse intuito sin da subito l'importanza che questo nuovo album avrebbe poi ricoperto: sarebbe così giustificata la confezione coi fiocchi preparata nell'ormai solita
limited edition di 300 copie. Un cd e un Lp, il primo formato da brani più brevi e il secondo da due
suite, a cui si aggiungono, nelle prime 57 copie, due bottoni, due
sticker e due poster a colori. In ogni caso, “Murkhr” è probabilmente la sintesi dell'intera avventura Nordvargr, la cartina di tornasole e, di sicuro uno dei manifesti più corposi e completi del dark-ambient post-industriale di cui il Björkk solista è fra i massimi rappresentanti.
Il cd contiene otto brani, equamente divisi fra oscurità, inquietudine e tensione: del primo gruppo fa parte la lussureggiante coppia d'apertura composta da “Larvae Rex Caelestis” e dalla
title track, due tracce immerse nell'atmosfera di un dark-ambient a metà fra
BJ Nilsen e
Nimh (per restare fra Svezia e Italia). Questo si dimostra però pronto ad aprirsi a rimostranze industriali facendo capolino nel secondo gruppo: ciò avviene in “Ayahuasca Aldebaran Axis” e “The Alchemical Vessel”, che vertono in maniera più evidente sul classico industrial-ambient di stampo nordico (da
Marc Euvrie alla
Mauthausen Orchestra più quieta, passando per
Atrium Carceri e Dahlia's Tear).
A rappresentare la tensione pensa invece la coppia “Wearing The Karnak Horns”-“Truth And Revelation”, tra voci filtrate e spasmi rumoristi, mentre la conclusiva “Triumphant Return To The Flesh” si circonda di maestosità fra percussioni, coltri di archi sintetici e forza espressiva da colonna sonora.
Nonostante l'abbondanza di carne al fuoco, il meglio arriva nelle due
suite dell'Lp: due monoliti in grado di rappresentare al meglio quello che è l'industrial-ambient, nella sua accezione più atmosferica in “Set” e in quella più macchinosa e sperimentale in “Setting”. Nella prima
Raison d'Être,
Desiderii Marginis e Sephiroth incontrano il primissimo
vidnaObmana,
Zero Kama e
Kreng, nella seconda lo
Z'ev più metallico stringe la mano a
Cranioclast e
Konstruktivists.
Venticinque anni e più di musica riassunti in quaranta minuti scarsi, l'emblema di ciò che Nordvargr ha rappresentato e continua a rappresentare per il genere.
Imprescindibile.