Nordvargr - Murkhr

2012 (Old Europa Café)
industrial-ambient
Analizzare l'opera di un musicista come Hans Nordvargr Björkk – che i posteri ricorderanno solo con il primo cognome – equivale all'immergersi in un pezzo di storia musicale del Nord Europa. Dopo essere stato protagonista dell'incontro fra la tradizione black metal norvegese e l'industrial con i Maschinenzimmer 412 e dell'importazione dell'Ebm in terra scandinava con i Pouppée Fabrikk, il poliedrico sperimentatore ha dato il la a una carriera solista dalla prolificità incredibile, fondando una quantità esorbitante di progetti paralleli, ciascuno dei quali con peculiarità sonore proprie.

Da allora, Nordvargr è l'incarnazione principale della personalità artistica di Björkk, nonché uno dei nomi principali della brulicante scena dark-ambient di origine industriale. Probabile che la Old Europa Café, ormai partner fissa per le sue uscite, avesse intuito sin da subito l'importanza che questo nuovo album avrebbe poi ricoperto: sarebbe così giustificata la confezione coi fiocchi preparata nell'ormai solita limited edition di 300 copie. Un cd e un Lp, il primo formato da brani più brevi e il secondo da due suite, a cui si aggiungono, nelle prime 57 copie, due bottoni, due sticker e due poster a colori. In ogni caso, “Murkhr” è probabilmente la sintesi dell'intera avventura Nordvargr, la cartina di tornasole e, di sicuro uno dei manifesti più corposi e completi del dark-ambient post-industriale di cui il Björkk solista è fra i massimi rappresentanti.

Il cd contiene otto brani, equamente divisi fra oscurità, inquietudine e tensione: del primo gruppo fa parte la lussureggiante coppia d'apertura composta da “Larvae Rex Caelestis” e dalla title track, due tracce immerse nell'atmosfera di un dark-ambient a metà fra BJ Nilsen e Nimh (per restare fra Svezia e Italia). Questo si dimostra però pronto ad aprirsi a rimostranze industriali facendo capolino nel secondo gruppo: ciò avviene in “Ayahuasca Aldebaran Axis” e “The Alchemical Vessel”, che vertono in maniera più evidente sul classico industrial-ambient di stampo nordico (da Marc Euvrie alla Mauthausen Orchestra più quieta, passando per Atrium Carceri e Dahlia's Tear).
A rappresentare la tensione pensa invece la coppia “Wearing The Karnak Horns”-“Truth And Revelation”, tra voci filtrate e spasmi rumoristi, mentre la conclusiva “Triumphant Return To The Flesh” si circonda di maestosità fra percussioni, coltri di archi sintetici e forza espressiva da colonna sonora.

Nonostante l'abbondanza di carne al fuoco, il meglio arriva nelle due suite dell'Lp: due monoliti in grado di rappresentare al meglio quello che è l'industrial-ambient, nella sua accezione più atmosferica in “Set” e in quella più macchinosa e sperimentale in “Setting”. Nella prima Raison d'Être, Desiderii Marginis e Sephiroth incontrano il primissimo vidnaObmana, Zero Kama e Kreng, nella seconda lo Z'ev più metallico stringe la mano a Cranioclast e Konstruktivists.
Venticinque anni e più di musica riassunti in quaranta minuti scarsi, l'emblema di ciò che Nordvargr ha rappresentato e continua a rappresentare per il genere.
Imprescindibile.

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