Pop. 1280

The Horror

2012 (Sacred Bones) | noise-wave

Qualche singolo e un Ep ("The Grid") avevano alimentato un discreto chiacchiericcio intorno a questo quartetto newyorkese, che prende il nome da un romanzo di Jim Thompson e le cui sonorità rimandano sia alla gloriosa epopea della new wave che alle aberrazioni di tanto noise-rock degli anni Novanta.
Coadiuvati da Zach Ziemann dei Twin Stumps e dal bassista Pascal Ludet, artefice anche delle manipolazioni sonore, il cantante Caleb March (meglio conosciuto come Chris Bug) e il chitarrista Ivan Lip ci trasportano in un ennesimo viaggio al termine della notte, dentro i bassifondi di una Grande Mela sempre più misteriosa e dissestata.

La maturazione della band passa attraverso numeri ben più convincenti di quelli pubblicati fino a questo momento, soprattutto grazie a una sintesi più personale delle diverse influenze. Ecco, quindi, che, dopo il voodoobilly circolare di "Burn The Worm", attraversato da un filo spinato elettrico e tagliente, tutto il disco va di degenerazione in degenerazione, reiterando ossessioni e paranoie ("Bodies In The Dunes" è, in tal senso, eclatante), calpestando cadaveri ormai in decomposizione e distribuendo cinismo, ma sempre con un ghigno beffardo dipinto sul volto.
Hanno digerito l'orrore e ne hanno fatto un vessillo di liberazione. Martellano e zoppicano, senza soluzioni di continuità ("Nature Boy", un numero che ha certamente digerito tonnellate di Cows e Killdozer), si affidano a un vocoder per spingersi oltre nella deformazione (il tribalismo surreale di "Cyclotron", l'azzanno in corsa di "West World"), incrociando, di rimando, il marciume dei Birthday Party con le meccaniche angosciose dei Suicide ("New Electronix").

Ipnotica e carica di tensioni sotterranee, "Beg Like A Human" spinge l'operazione tra le braccia dello psicodramma Jesus Lizard, anche se qui non ci sono farneticazioni anarchiche o escrudescenze cavernicole, ma solo il magnetismo arcano della sorda rassegnazione. Cinici e reietti, naturalmente spavaldi ("Dogboy"), i ragazzi sommergono, quindi, di distorsioni catastrofiche grottesche danze che già parlano la stessa lingua della morte ("Hang 'em High").
Da cima a fondo, "The Horror" è un disco solido come un blocco di ghisa, appoggiato sul cuore.

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(03/02/2012)

  • Tracklist
  1. Burn The Worm
  2. New Electronix
  3. Nature Boy
  4. Bodies In The Dunes
  5. Cyclotron
  6. Beg Like A Human
  7. Dogboy
  8. West World
  9. Hang 'em High
  10. Crime Time
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