The only words I’ve said today are ‘beer’
And ‘thank you’
‘Beer’, ‘Thank you’
da “The Sing”
Solo un grande artista come Bill Callahan potrebbe inserire versi del genere in una canzone e non farli apparire forzati, la ridicola produzione di una mente alterata – che ripete incessantemente “Beer” e “Thank you”, lasciando trapelare ironia e divertimento con risaputa sobrietà. Se esiste un’arte placida e sorniona, Callahan ne è lo stregone, e in “Dream River” non centellina l’uso delle arti mostrate nel precedente “Apocalypse”.
Le vesti più classiche di “Sometimes I Wish We Were An Eagle” stavano forse un po’ strette a Bill, che però spande per quest’ultimo un calore, un trasporto che ha spinto l’etichetta a definirlo il suo lavoro più appassionato (l’infervorata “Spring”, la suadente “Small Plane”, il confortevole e dinoccolato crooning di “Winter Road”).
Pur nella differenza di impostazione e di stile, c’è una certa affinità con l’Iron And Wine di quest’anno: arrangiamenti tenui, vagamente jazzati in alcuni frangenti (“Seagull”), sui quali il baritono di Callahan deposita i suoi mantra ossessivi, insinuando immagini ed epifanie col suo saggio brontolio.
Una consapevolezza espressiva che filtra in ognuno dei ricami strumentali del disco, probabilmente anche più a fuoco che nelle jam di “Apocalypse” (come nell’interlocutoria e rivelatoria “Ride My Arrow”, tra dichiarazioni esistenziali e metafore ornitologiche), consolidando l’aura che lo circonda – il Cormac McCarthy del cantautorato?
Forse troppo obliquo – certo non un ascolto privo di ruvidità, nonostante il tono benevolo – per suscitare le emozioni di “Sometimes…”, “Dream River” sa sedurre e trasportare, anche se in modo simile a quello del protagonista di “The Sing”: “looking out a window that isn’t there”.
27/09/2013
Smog recupera nome e cognome per immergersi in nove brani country-folk
Al suo tredicesimo album, l'ex-Smog indossa con disinvoltura eleganti abiti da crooner
Una pubblicazione live per appassionati documenta la "mutazione" del cantautore statunitense
Più loner che mai, il cantautore di Silver Springs cerca una pacificazione dalle tempeste del cuore
L'atteso ritorno del grande cantautore americano a sei anni da "Dream River"
A un anno da "Shepherd In A Sheepskin Vest", un nuovo album dal cantautore di Silver Springs
I due cantautori guidano il party Drag City organizzato durante il lockdown
A un anno dal party con Bonnie "Prince" Billy, il ritorno del cantautore americano
Tempo di domande senza risposte per il musicista americano
Concerto intimista ai limiti della comunicabilità, là dove il folk rock incontra un'anima che della solitudine artistica ha fatto uno stile
Ennesima lezione di classe e stile dall'ultima imperatrice del Mali
Ritmi grind alla ricerca degli Oblomov del Ventunesimo secolo
La cantautrice statunitense ingaggia Robert Smith ed è sempre più persa tra i suoi patemi d'amore
Un incontro artistico all’insegna della spontaneità per l’inedito duo violino/pianoforte
Come fare a "pezzi" Thelonious Monk, tra delirio e devastazioni
Tra Dead Can Dance e Tinariwen l'esordio dei siciliani è un piccolo capolavoro avant-folk
A nove anni da “Hug of Thunder”, il collettivo canadese torna con un album smooth costruito su lunghe jam session
L’intimità del suono acustico per un quasi esordio d’autore