The Desoto Caucus

Offramp Rodeo

2013 (Glitterhouse) | alt-folk

Ammettiamolo. Ci siamo sempre immaginati una costanza sulfurea e salmodiale, pagana e ancestrale, per un'etichetta come la Glitterhouse, e le ultime uscite a nome Woven Hand e Christine Owman sembravano darci ancora una volta ragione. Invece negli ultimi giorni ecco arrivare alle nostre orecchie il secondo disco per Howe Gelb (già nei Giant Sand) e i suoi Desoto Caucus.

Con "Offramp Rodeo" accade così che i suoni non solo si tingano di aromi più soavi e leggeri, ma acquistiscano anche una certa verve indie-rock che non avremmo mai creduto propria di un disco edito per la storica label tedesca. Questo nuovo cd, poi, è: "Un disco brillante che riesce a essere cool grazie a un suono vintage e a groove pastosi", come confessa la stessa etichetta nel press-sheet da lei redatto. E c'è da darle ragione, dal momento che le dieci tracce sembrano abbandonare quasi del tutto le tematiche pastorali solite per una band Glitterhouse, a favore di temi decisamente vari ed eventuali; sociali ("The Last Call"), politici ("Polaris") e persino folklorico-agonistici ("Offramp Rodeo", appunto).

Il tutto emerge in sinuose forme di canzoni orgogliosamente rètro, fra tex-mex, ballata folk e Grizzly Bear. In Italia li vedremmo bene di spalla ai siciliani Gentless3, o magari viceversa. Il modo di comporre appare però molto più rilassato rispetto a quello che possiamo (solo) immaginare per Carlo Natoli o David Eugene Edwards; il risultato viene sottolineato dal drumming tenue e rilassato di Peter Dombernowsky, accentuato dall'accompagnamento ora del piano ora dei fiati, anche se volentieri le chitarre grattano e fanno sentire la propria presenza; e stringono le briglie dei ritmi per non farli correre troppo verso la via dell'allegra scampagnata un po' ebete ("Here's One").

Il seme originario è "Live In The Stream", primo singolo che farà la gioia di molti fan di Bright Eyes, scritto mentre Howe e soci stavano finendo di comporre un'altra canzone ("OCB", bella anch'essa ma più canonica) ed esploso in tre minuti catchy e celestiali al contempo. Dopo quest'impulso altre nove canzoni si alternano, simili e assieme dissimili dalla prima, anzi, con la voglia di giocare quante più carte possibili, da Neil Young agli Yeasayer ai Beach House, movimentano il paesaggio complessivo.
Il produttore è lo stesso Nikolaj Heyman che ha suonato con Mark Lanegan e un'altra mezza dozzina di altri artisti meno noti ma ugualmente validi, a accidenti a lui, perché il lavoro che ha fatto è veramente buono. Ci saranno ascoltatori così attenti da non lasciarsi perdere un piccolo gioiellino come questo?

(25/02/2013)

  • Tracklist
  1. Live In The Stream
  2. OCB
  3. Offramp Rodeo
  4. Leaving Odessa
  5. Full Moon
  6. Here's One
  7. Fire Sale
  8. Even So
  9. Polaris
  10. Last Call
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