Fabrizio Testa

Mastice

2013 (Tarzan) | avantgarde, songwriter

Fabrizio Testa, milanese, già cantore dark-folk in giro per la romagna a nome Il Lungo Addio, e titolare della valida Tarzan Records, debutta solista con “Mastice”, un albo di tecniche d’avanguardia che trasfigura il suo folk, un po’ come “Anyway Your Children” per i Father Murphy, ed esplora le possibilità vocali in testi recitati a mo’ di nature morte.

Attacca “Alce e Martello”, preludio per colpi frenetici alla porta, sax assorto e contorto, e declamato Bertold Brecht-iano. Segue tutta una ricerca che passa per “Marco Pierantoni”, un drone spaziale roteante e fibrillante, mentre il recitato ci vaga in mezzo con pause meditabonde, quindi attraversa la creazione astratta di “Le Terme”, che impiega nebulose in lontananza e una fascia elettronica oscillante Tangerine Dream-iana a generare un monologo nevrotico a mezza voce, fino a una “Senza Orfanità” imperniata su un crepitio e un sussurro melodico con eco, subito trasformati in duetto di glissandi blues stellari, che invisibilmente transita a una rarefazione da requiem.

Il punto di maggior esplorazione è “Cesenautico”, un magma di note gravi riprocessate e rumori campionati che “cullano” una desolazione declamata alla Cccp. La title track chiude il cerchio di “Alce e Martello” con un coagulo di suoni raccapriccianti e sciabolate electro, ad assordare una voce filtrata disperata. Ma l’insieme, il sentimento che ne emerge spontaneamente, è superiore alla somma delle parti.
“Crudo” amplia lo spettro fino a una raffinata ballad decadente per piano solo; è un brano molto più tradizionale (pur con un intermezzo “concreto”) ma in ogni caso baricentrico nei rispetti del resto, un rifugio emotivo.

Breve pamphlet metafisico intelligente per tempi e invenzioni, sculture di suono che sconfinano nell’arte concettuale e ne danno un’interpretazione quasi autunnale. Un disco di spazi vuoti e penombre, uno dei più sacrileghi del 2013 italiano, più assaggio che opera completa, che sa fermarsi con pertinacia poco prima del baratro dell’intellettualismo. Testi di pugno dell’autore, stuolo di vocalist: Roberto Bertachini (il batterista dei gloriosi Starfuckers), Cesare Malfatti, Alessio Gastaldello, Luca Barachetti, Alessandro Camilletti, oltre a Testa stesso. Cover fatta a mano di Elisa Alberghi, cento copie numerate. Dedicato a Marco Pierantoni, amico girovago dell’autore.

(12/03/2013)

  • Tracklist
  1. Alce e Martello
  2. Senza Orfanità
  3. Crudo
  4. Marco Pierantoni
  5. Le Terme
  6. Cesenautico
  7. Mastice
Fabrizio Testa su OndaRock
Recensioni

FABRIZIO TESTA

Trout Rap Replica

(2019 - Tropico Records)
Uno stravagante esperimento hip-hop fra old-school e sample in libertà del cantautore sperimentale ..

FABRIZIO TESTA

Rebus

(2018 - Autoproduzione)
Il musicista milanese chiude la sua tetralogia tra avanguardia e cantautorato

FABRIZIO TESTA

Free Camilletti! Ep

(2016 - Fonetica Meccanica)
Il ritorno del cantautore sperimentale milanese in un disco sul nichilismo

FABRIZIO TESTA

Bestiario

(2015 - autoprod.)
Jazz e decoro nell'ultimo capitolo della trilogia dell'autore milanese

FABRIZIO TESTA

Morire

(2014 - autoprod.)

Una nuova breve raccolta ricolma di ospiti per il cantautore milanese

FABRIZIO TESTA

Music For Adriatic Colonies

(2014 - autoprod.)
Un'altra sfaccettatura dell'arte del compositore milanese, alle prese con un insolito impressionismo

Fabrizio Testa on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.