Mathew Jonson

Her Blurry Pictures

2013 (Crosstown Rebels) | techno

Nel 2001 Mathew Jonson era un ragazzo prodigio che faceva scoppiare i locali più underground di Vancouver indugiando con tenacia su una techno minimale e ipnotica, guidando la gente in trip macchinali per ore e ore, penetrando dalle orecchie al cervello a suon di beat, scariche e vagiti. Veniamo al giorno d'oggi e ce lo ritroviamo in pianta stabile a Berlino, ipnotizzato da quel fronte minimal che Paul Kalkbrenner ha portato al successo massivo, catturato da quei suoni analogici, caldi e taglienti che sono ormai l'emblema dell'elettronica nella capitale tedesca.

La techno di Jonson si è evoluta, insomma, e laddove in partenza era dominata da quella voglia spesso un filo ingenua e del tutto incontrollabile, oggi è un linguaggio misurato, calcolato al millimetro, progettato e studiato, pensato ma anche pensante nel momento della traslitterazione in materia per i live.
Da Chris Liebing a Richie Hawtin in un decennio, nell'attitudine e in parte anche nei suoni. Lo si era capito già tre anni fa da quell'"Agents Of Time" che pareva tanto ammirare Villalobos, ne arriva conferma oggi da questo “Her Blurry Picturs” che lo vede approdare presso la Crosstown Rebels di Mr. Lazarus e approfondire il discorso iniziato l'anno scorso nel gioiellino “Panna Cotta/Passage To The Other Side”.

Proprio dagli intrecci melodici di quei due preliminari prende il via “Lazarus 7”, filamenti e gorgheggi intrecciati con precisione chirurgica che affondano nell'austerità macchinale di “Illusions Of Control”, stelle luccicanti ad intermittenza nel buio più totale. “Sahara” attacca a martellare nella nebbia ricordando il miglior Redshape, “Body In Motion” pare Scuba remixato dai Black Dog più puliti, mentre “Touch The Sky” e “Kissing Your Eyes” cercano il contatto con l'indimenticato continente americano a suon di sussurri rap.
“Body In Motion” infila tremiti ed elettricità in un dub à-la-Deadbeat prima che “Lightweight Campion” si inchini disteso alla Berlin School of Techno, rappresentando la vetta dell'intero album, e si sciolga poi nel rallentando languido della conclusiva title track.

Misurato, asettico e preciso in ogni dettaglio, Mathew Jonson costruisce una microscultura minimale perfetta in ogni dettaglio formale, che soffre di quella freddezza emotiva che è pure la caratteristica che ne denota gli aspetti migliori. Mancano, per restare a quest'anno in ambito techno, il sudore e la tenacia dell'ultimo Function, la cattiveria e la macchinosità macabra di Mike Parker, l'impeto magniloquente di Drumnell e la varietà di colori di Oliver Deutschmann.
“Her Blurry Pictures” è comunque un manifesto riuscitissimo di quella techno berlinese che sta vivendo in questi anni un periodo di spolvero incredibile, un disco che non mancherà di essere ricordato e che conferma l'ex-enfant prodige canadese come uno dei nomi di maggior talento e affidabilità sulla vasta piazza.

(24/07/2013)

  • Tracklist
  1. Level 7
  2. Illusions Of Control
  3. Sahara
  4. Touch The Sky
  5. Kissing Your Eyes
  6. Body In Motion
  7. Lightweight Champion
  8. Her Blurry Pictures
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