Qualche giorno fa, hanno annunciato di aver completato il materiale che confluirà nel loro terzo disco, la cui data di pubblicazione resta ancora un mistero. Nel frattempo, per tastare il polso della situazione in casa Mitochondrion, bastano questi dodici minuti e rotti che, in formato Ep, testimoniano l’evoluzione, subdola ma inesorabile, della formazione canadese.
Dopo due lavori di assoluto spessore (il terrificante e già mitico “Archaeaeon” e il non meno devastante “Parasignosis”), Shawn Haché, Nick Yanchuck e Karl Godard manifestano, oggi più che mai, il desiderio di coniugare brutal death-metal e black-noise con taglio visionario, creando due pannelli sonori, sicuramente non ai livelli dei loro capolavori, ma in ogni caso capaci di destare l’attenzione di quanti hanno ormai da tempo capito che anche in queste lande così scostanti e rumorose si nascondono, spesso e volentieri, pietre preziose.
Lo schianto iniziale di “Insummation” è tipico di uno stile che aggredisce senza mezzi termini l’ascoltatore, salvo poi condurlo lungo evoluzioni tortuose, in cui i growl – spesso all’unisono – di Haché e Yanchuck danno vita a miasmatiche nebulose di sillabazioni infernali, mentre le due chitarre elettriche fibrillano, scaricano adrenalina o geometrizzano furori, consegnando a “137 (Antinumerology)” le chiavi di un death-metal tanto annichilente quanto razionale nella sua diabolica scansione meccanica.
26/10/2013
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