Stephan Mathieu

Un Coeur Simple

2013 (Baskaru) | electroacoustic ambient

Reduce dalla rivisitazione di “Blemish” al fianco di David Sylvian in “Wandermüde”, Stephen Mathieu torna alla carica licenziando un nuovo lavoro che va a completare il trittico d'inizio 2013 di casa Baskaru (insieme a Gintas K e Mathias Delplanque). Una sorta di ritorno a casa, dunque, dopo una contaminazione che dimostra però di aver lasciato il segno sulle trame sonore dello sperimentatore tedesco, che s'imbarca questa volta nella composizione dei fondali sonori per uno spettacolo teatrale tratto dalla novella di Gustave Flaubert che da il nome al disco.

In “Un Coeur Simple” torna dunque a manifestarsi con forza il lato “umano” di Mathieu, con un'attitudine alla melodia e alle dilatazioni ambientali addirittura superiore a quella dei lavori al fianco di Taylor Deupree, e alla pari forse proprio del solo “Wandermüde”. Una veste che, va detto subito, continua a giovare non poco al sound di un musicista nato nei mondi dell'abstract e del glitch, ma ormai collocabile d'ufficio nella sempre più ampia cerchia di moderni interpreti dell'ambient music.

Il quartetto che compone la prima metà del lavoro è così caratterizzato da placide esondazioni di flussi sonori, inizialmente più oscuri (i disturbi accennati di “Maison) ed enigmatici (i circoli monocromi di “Mémoire”) prima di prendere il volo verso il cosmo à-la-Michael Stearns di “Église” prima e il paradiso naturale in stile Marsen Jules di “Port”.
“Perroquet” gioca invece con le ali più minimaliste dell'ambient, mentre l'inquietudine si appropria dell'umore negli arpeggi di chitarra di “Félicité” prima e nel finale di pura kosmiche concreta di “Trace”. “Devenir Sourd” è l'unica eccezione nel clima della tracklist, un divertissement composto da assemblaggi di registrazioni di repertorio che trova forse un suo perché solo nell'ambito della rappresentazione teatrale.

“Un Coeur Simple” segna un ulteriore (e apparentemente definitvo) passo verso la conversione di Stephan Mathieu all'ambient music. Un disco che vive di chiaroscuri e contrasti, risentendo probabilmente anche della sua natura di colonna sonora, pur mantenendo una coerenza di fondo che lega quasi tutti i brani che lo compongono. Nel complesso, un altro tassello interessante nella (difficilmente inquadrabile) carriera dello sperimentatore tedesco.

(29/03/2013)

  • Tracklist
  1. Maison
  2. Mémoire
  3. Église
  4. Port
  5. Perroquet
  6. Devenir Sourd
  7. Félicité
  8. Trace
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