Hanno ereditato a tutti gli effetti gli atti testamentari della brillante e fervida scena industriale italiana – cominciata con Maurizio Bianchi e terminata con il compianto Marco Corbelli (Atrax Morgue) e Pierpaolo Zoppo (Mauthausen Orchestra, Lasik Surgery) – e ora si propongono autorevolmente – attraverso crude tematiche sociali e sonorità sempre in continuo cambiamento – come il miglior death-industrial act dello stivale sicuramente, e una delle pricipali a livello mondiale.
È semplicemente un tornare alle radici old-school del noise, oppure si riferisce a un definitivo abbandono e legame da ogni fonte elettrica ed elettronica, dal piccolo elettrodomestico fino alle grandi centrali elettriche, in una sorta di ritorno al lume di candela e a un nuovo medioevo, perfino sonoro? Non è ancora dato saperlo, ma sembrerebbe essere – e i testi dell’artwork lo testimoniano – la morte in tutte le sue più brutali forme: dal rasoio che che si fa strada nella pelle di una donna, all’omicidio come condanna, come colpa eterna, come eredità genetica.
Gli estremi e distorti vocalizzi, i testi aggressivi e le violente muraglie di decibel sonori ci sono sempre e fanno parte del repertorio, nonostante ciò quest’ultimo lavoro è più evoluto. I nostri amici deviati hanno smussato gli angoli, o meglio, quei muri invalicabili di rumori cominciano a sgretolarsi (“Come castigo carnale”), mentre le parti vocali che prima provocavano soltanto escoriazioni superficiali, ora s’insinuano all’interno come fossero messaggi subliminali, raschiando e scarnificando la corteccia cerebrale.
“Fino a prova contraria” gioca inserendo sublimi e metallici effetti industrialoidi su lisergiche basi dark-ambient: carpenteria industriale navale post-bellica. Le vibranti pulsazioni drone-noise di “Come vendetta simbolica” prima divorano e inglobano tutte le frequenze più basse, quelle relative al target di decibel che consentono all’orecchio umano un normale ascolto senza distruzione dei timpani, poi saturano le pareti del fatiscente e isolato scantinato utilizzato per l’occasione, per poi implodere. “Oscenità” esegue uno scanner completo, meglio delle migliori e moderne tomografie assiali computerizzate: i suoni del terzo millennio.
I megatoni dell’esplosione del nocciolo del reattore numero 4 della centrale nucleare di Chernobyl, le desolate e le desolanti campagne e vie della cittadina di Pripyat, gli effetti collaterali derivanti da radiofarmaci scaduti e abusivi, e orrende mutazioni genetiche, presenti sia in “Uxoricidio” sia in “Deprivazione affettiva scatenante”, descrivono scenari apocalittici per un perfetta colonna sonora post-atomica. “Sentenza” è la diagnosi scritta dallo psichiatra al suo ipotetico malato mentale: il paziente, nonostante non mostri atteggiamenti ostili o aggressivi verso il prossimo, manifesta, in alcuni momenti notturni, acuti sintomi di sdoppiamento di personalità; si consigliano specifiche cure mediche in cliniche appropriate per i soggettivi più malati e pasticche di Diazepam prima di andare a dormire per quelli più stabili.
Un altro lavoro ben costruito dei nostri amici deviati; sarebbero da studiare in ogni dettaglio e prenderli come esempio da tutti quei neofiti amanti dei rumori blasfemi che hanno la seria intenzione di sondare il palcoscenico death-industrial-noise.
19/03/2014