Mentre è attesa per l’inizio di giugno la pubblicazione del loro quarto Lp, i Fucked Up, quasi a mo’ di antipasto, fanno uscire questo ennesimo lavoro legato alla “Zodiac series”, proseguendo una personale e musicale interpretazione dello Zodiaco cinese.
A questo giro, è la volta del Dragone e il brano cardine, lungo ben diciotto minuti, è l’ennesimo anthem, solenne ed epico, che si sporca le mani con l’hardcore, il rock settantiano, gli Who e finanche qualche tinta stoner, il tutto racchiuso in un recinto progressivo che da sempre è il vero marchio di fabbrica dei Nostri. Mentre i temi del sogno e della speranza si confondono e si fondono con quelli del compromesso e dell’ipocrisia, il solito Damian Abraham ci mette del suo con una voce che puntella con rabbia e trasporto una traiettoria musicale che alterna sane e ruvide esplosioni a fraseggi panoramici, trame melodiche a crescendo innodici sostenuti da muraglie chitarristiche (Mike Haliechuk guida le danze, Ben Cook e Josh Zucker armeggiano nelle retrovie con dovizia di particolari) che s’innalzano come cattedrali imperiose, prima di rovinare come slavine nel baratro di una redenzione che è sempre lì ad un passo, ma in veste di miraggio.
A completare il quadro, due cover che omaggiano la scena punk di Toronto: “I Wanna Be A Yank” dei Cardboard Brains e “Disorder” degli Ugly: energia nuda e cruda, come ai bei tempi, insomma.
18/04/2014
Epico progressivo-hardcore per il quintetto canadese
La maiuscola rock-opera del sestetto canadese, in una perfetta mistura tra flusso di coscienza e canzoni pop
Reduce dal capolavoro "David Comes To Life", il sestetto canadese prosegue nell'esplorazione dello zodiaco cinese
Amichevoli e testardi: i Fucked Up all’ennesimo momento della verità
La band canadese prosegue la sua personale interpretazione dello Zodiaco cinese
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Quattro lunghe sinfonie, chimerico connubio di stili diversi, nell'ennesimo grande lavoro del sestetto canadese
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