GITHEAD - Waiting For A Sign

2014 (Swim)
dream-pop, shoegaze

La Swim di Colin Newman (Wire) e Malka Spiegel riconcentra la sua attenzione intorno al progetto Githead. Cinque anni dopo l’indolente “Landing”, la band ritorna a far vibrare il suo dream-pop leggermente noise con maggior convinzione, riconfermando il prezioso apporto di Robin Rimbaud (Scanner) e Max Franken (Minimal Compact).

“Waiting For A Sign” è un album che elegantemente mette in fila le pagine più morbide di Wire, Cocteau Twins, Ride, Cure, My Bloody Valentine e Notwist, ma con uno spirito e un’attitudine inconsueti: infatti l’album è stato elaborato senza una partitura lirica ben precisa, ma sfruttando l’improvvisazione e la sintonia tra i musicisti. La scelta creativa permette ai Githead di offrire più di uno spunto interessante e rimarchevole, con un sound svincolato dalla forma-canzone, e comunque sempre melodico e raffinato.

È difficile non trovare momentaneo conforto nel morbido shoegaze di “Bringing The Sea To The City”, che introduce elementi longue–kraut alla Stereolab, o non lasciarsi trascinare dal ritmo pulsante di “To Somewhere”, un dream-pop dalle ritmiche minimali e maliziose.

Lo stratagemma creativo funziona non solo perché permette una maggiore libertà espressiva degli strumenti, ma anche perché, pur non partendo da composizioni ben definite, consente ai Githead di realizzare il loro album più accessibile – valga come esempio su tutte l’ottimo crescendo di “Air Dancing”, un brano eccentrico e surreale che ci ricorda quanto Newman e soci abbiano contribuito all’evoluzione della new wave.

Purtroppo non tutto è a fuoco: ”For The Place We’re In” e “Not Coming Down” indugiano sulle atmosfere senza originalità, ma va decisamente meglio in “Slow Creatures”, dove il riff ossessivo si nutre di infinite e sottili sfumature che lasciano spazio all’immaginazione.

Se la routine si impossessa di Newman e compagni  per un attimo (“Today” e “What If”), la title track ristabilisce una giusta dose di poesia e furore, con un trascinante shoegaze che cesella con gusto un album che, pur non facendo gridare al miracolo, ci restituisce dei musicisti in forma.

La speranza è che quello che verrà dopo “Waiting For A Sign” riuscirà a rimettere in pista anche un po’ di quella sana incoscienza che rese le loro gesta musicali seminali e forse irripetibili.

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10/12/2014

Tracklist

  1. 1. Not Coming Down
  2. 2. Bringing The Sea To The City
  3. 3. To Somewhere
  4. 4. For The Place We're In
  5. 5. Air Dancing
  6. 6. Slow Creatures
  7. 7. Today
  8. 8. What If?
  9. 9. Waiting For A Sign

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