Lucinda Williams

Down Where The Spirit Meets The Bone

2014 (Highway 20) | americana, country, blues

Lucinda Williams inaugura la sua etichetta personale Highway 20 Records con un doppio album, “Down Where The Spirit Meets The Bone”, le cui venti canzoni sono state scelte da una rosa di 34 pezzi, frutto di un eccesso d’ispirazione per l’artista americana, già pronta a dargli seguito con un terzo capitolo.
Tony Joe White, Bill Frisell, Ian McLagan, Pete Thomas, Davey Flanagan, Jonathan Wilson, Greg Leisz e Jakob Dylan offrono un sapiente e gustoso sound folk-rock, che evoca non poco il Bob Dylan di “Slow Train Coming” o il J.J. Cale di “Shades”(autore di cui la Williams offre un’interessante cover-version: “Magnolia”).

La voce leggermente roca della Williams non ha perso smalto o forza espressiva, anche se un leggero senso di routine aggredisce parte del secondo capitolo di “Down Where The Spirit Meets The Bone”. Nulla di grave, però, anche perché l’artista sperimenta nuove soluzioni armoniche e mette a segno una quantità sufficiente di belle canzoni. In verità rinnovarsi non è facile dopo una carriera ultratrentennale, ma Lucinda affronta il rischio concentrandosi sulla scrittura e sugli arrangiamenti, seducendo l’ascoltatore con classe e buon gusto.
Il primo volume offre le pagine più interessanti del racconto più personale e intimo che l'autrice abbia mai inciso, dal folk sofferto alla Nick Drake di “Compassion” al tenero country di “Wrong Number”, passando tra le maglie del rock-soul nella superba “Protection” e del folk-blues nella suadente “Burning Bridges”.
L’energia, che caratterizzava il precedente album “Blessed” è stata sostituita da un tono più relaxed che se da un lato offre le ottime performance di “Cold Day In Hell” e “One More Day”, dall’altro si avvicina pericolosamente alla prevedibilità mainstream in “Stand Right By Each Other” e alla noia in “It’s Gonna Rain”.

L’eccesiva familiarità dei canoni folk, rock e blues rischia però di far sottostimare la reale consistenza dell’album: il fascino twang-rock di “Big Mess” o del gospel-soul di “Temporary Nature” (con una bella esibizione di Ian Mc Lagan all’organo) sono sufficienti per archiviare l’ultimo album di Lucinda Williams come una conferma del suo talento. Forse un doppio album non è il territorio adatto per apprezzarne le qualità, ma le note esuberanti di “Stowaways In Your Heart” e la sentita cover di “Magnolia” fugheranno i vostri dubbi, stimolando in voi la passione (seppur momentanea) per il vecchio e confortevole country-blues: state pur certi che nel panorama attuale è difficile trovare esempi nobili e dignitosi come “Down Where The Spirit Meets The Bone”.

(06/12/2014)



  • Tracklist
Disc 1

  1. Compassion
  2. Protection
  3. Burning Bridges
  4. East Side Of Town
  5. West Memphis
  6. Cold Day In Hell
  7. Foolishness
  8. Wrong Number
  9. Stand Right By Each Other
  10. It’s Gonna Rain

Disc 2

  1. Something Wicked This Way Comes
  2. Big Mess
  3. When I Look At The World
  4. Walk On
  5. Temporary Nature (Of Any Precious Thing)
  6. Everything But The Truth
  7. This Old Heartache
  8. Stowaway In Your Heart
  9. One More Day
  10. Magnolia




Lucinda Williams su OndaRock
Recensioni

LUCINDA WILLIAMS

Good Souls Better Angels

(2020 - Highway 20)
Uno sguardo sui nostri tempi difficili e sulle ferite di una vita, in dodici rock-blues grintosi e affilati ..

LUCINDA WILLIAMS

The Ghosts Of Highway 20

(2016 - Highway 20)
La songwriter della Louisiana in 14 tracce di superba Americana

LUCINDA WILLIAMS

Blessed

(2011 - Lost Highway)
La prodezza che non ti aspetti da una delle signore della musica a stelle e strisce

News
Lucinda Williams on web


Questo sito utilizza cookie tecnici (propri o di terze parti) per monitorare l'esperienza di navigazione degli utenti
Cliccando sul pulsante Continua si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito. Clicca qui per avere ulteriori informazioni sui cookie.