There was a bird, brought down to die;
They said, “A hundred fill the sky-
What reason to be sad?”
There was a girl, whose lover fled;
I did not wait, the while they said,
“There’s many another lad.”
Se Myriam Gendron non fosse una persona in carne e ossa e non aggiornasse, ogni tanto, il suo blog bilingue (lei è canadese), ci sarebbe da credere che la Mama Bird ha trovato il classico baule pieno di dischi usati, la maggior parte editi in pochissime copie e mai più ristampati.
“Not So Deep As A Well” suona infatti, ancora una volta, come un classico dimenticato: registrato nella cameretta di Myriam, racconta con le parole di Dorothy Parker, poetessa e attivista americana inserita tra gli autori “comunisti” nel dopoguerra, le vicissitudini interiori e non solo di uno spirito libero.
Il transfert che si crea tra cantrice e scrittrice è straordinario: l’operazione è rischiosa ma l’interpretazione e la composizione fanno pensare che anche i testi vengano dalla stessa autrice. “Red Dress” possiede la spensieratezza orgogliosa che dona al caustico testo; “Recurrence” l’abbandono appassionato di un amore dichiarato; un tocco britannico anima il racconto sarcastico e fintamente bellicoso di “Song Of A Perfect Propriety”.
Forse ancora più significativo è il muto tributo della title track, per come Myriam sa tessere un dialogo tra fantasmi. Un riuscito e difficile esperimento di connessione tra anime.
12/03/2014