Sam Smith

In The Lonely Hour

2014 (Capitol) | pop, soul-pop

Sam Smith giunge al proprio esordio discografico sull’onda lunga dei successi ottenuti grazie alle collaborazioni rispettivamente con i Disclosure (“Latch”) nel 2012 e con i Naughty Boys (“La La La”) nel 2013. Sempre lo scorso anno, Smith aveva dato alle stampe “Nirvana”, un Ep non propriamente memorabile, e soprattutto il singolo “Lay Me Down” che l’aveva consacrato come prossima next big thing britannica. E nei numeri Sam Smith è già grande: anticipato da un altro paio di singoli, questo esordio sulla lunga distanza si è piazzato subito al numero 1 nella classifica di vendita UK e al numero 2 di Billboard.

Non è però sempre detto che hype e numeri vadano a braccetto con la bontà generale della proposta. Intendiamoci: Sam Smith ha una gran voce, anzi una voce magnifica, che viene messa immediatamente in risalto sin dalle prime note di “Lay Me Down”. Sam Smith è camaleontico e capace di adattare le proprie potenzialità vocali alle singole situazioni del disco, vestendo i panni del soulman in “Stay With Me” e galleggiando soavemente fra archi, tastiere e dettagli elettronici in “Good Thing”. L’idea che sta dietro all’intero lavoro è proprio quella di spingere in primo piano unicamente Sam Smith come cantante, minimizzando le parti strumentali e regalando davvero poche sorprese da questo punto di vista.

Le ballate si sprecano, siano esse costruite al piano (“Leave Your Lover”) o alla chitarra (“Not In That Way”), impreziosite qua e là da parti orchestrali che svolgono principalmente il compito di chiudere degnamente i vari brani. Il primo sussulto si ha solo al settimo brano in scaletta, “Like I Can”, mentre “Life Support” si distingue per un approccio neo-soul molto più contemporaneo.
Nella deluxe edition, oltre alle già citate “La La La” e “Latch” (in versione acustica), trova spazio “Restart”, un brano sulla scia della disco dove Smith gioca a fare il Timberlake. Uno dei momenti decisamente più interessanti e che lascia intravedere il grosso potenziale pop del songwriter britannico, magari da sfruttare a partire dal secondo lavoro discografico, dopo un primo totalmente al servizio della voce.

Una piccola nota sui testi: “In The Lonely Hour” è un album impregnato di tristezza, la stessa che il proprio autore viveva durante la sua composizione. I problemi di cuore di Smith, l’amore non ricambiato, sono le colonne portanti della sua scrittura e non è detto che questo sia proprio un male per un artista che fa del “cantare con il cuore in mano” il proprio punto di forza.

(06/07/2014)



  • Tracklist
  1. Money On My Mind
  2. Good Thing
  3. Stay With Me
  4. Leave Your Lover
  5. I'm Not the Only One
  6. I've Told You Now
  7. Like I Can
  8. Life Support
  9. Not In That Way
  10. Lay Me Down


Deluxe Edition


  1. Restart
  2. Latch (Acoustic)
  3. La La La (feat. Sam Smith) Naughty Boy
  4. Make It To Me




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