Half Moon Run

Sun Leads Me On

2015 (Indica Records) | folk-rock, pop

Il new folk è un mondo difficile. Lo sanno bene gli Half Moon Run, il cui esordio ("Dark Eyes", 2013) aveva in un certo senso faticato a imporsi alle orecchie degli addetti ai lavori.
Troppo melodici per essere presi in considerazione dal mondo indie, troppo delicati per flirtare con gli amanti dei Mumford And Sons. Eppure "Dark Eyes" era un disco interessante, che metteva in risalto le buone capacità di scrittura dei quattro canadesi, unite a una notevole padronanza delle armonie vocali e a un talento in qualità di polistrumentisti.
Toccherebbe quindi a questo secondogenito "Sun Leads Me On" fornire in teoria un passaporto valido per il viaggio sotto i riflettori internazionali, considerato che Montreal rimane un ottimo posto da cui partire (lo dice il resto della scena locale, composta da Arcade Fire, Ought, GY!BE, Simple Plan, Suuns, giusto per fare alcuni nomi).

Le morbide linee acustiche della prima traccia "Warmest Regards" pagano subito il debito nei confronti del folk-rock old style, quello alla Buffalo Springfield (dai quali proveniva un altro canadese doc, Neil Young). È una partenza nel segno della tradizione, stemperata dalle accelerazioni della successiva "I Can't Figure Out What's Going On", riuscito tentativo di distillare una versione pop degli Wilco.
La terza traccia, "Consider Yourself", segna invece un cambio di passo, colorato di suoni sintetici, che sposta intelligentemente il baricentro verso Arcade Fire e Muse senza però cadere nella trappola della ruffianeria o dell'eccesso. Il contrasto con i due episodi precedenti è evidente, e farebbe pensare a un nuovo corso per la band, un simbolico allargamento di carreggiata nelle boscose strade americane del nord-est, come confermato anche dal primo singolo, "Turn Your Love", e da "It Works Itself Out".

La metamorfosi è però vera solo a metà, dal momento che sul resto del disco la bussola continua a puntare in direzione delle origini.
Da "Hands In The Garden" a "Narrow Margins", passando per "Devil May Care" (una ballad che potrebbe tranquillamente far parte della discografia di The Tallest Man On Earth), gli Half Moon Run dimostrano nuovamente di saper fare tutto molto bene, ma confermano la difficoltà nell'identificare il focus della proposta, rimanendo nel limbo delle brillanti promesse, quelle che devono ancora trovare una vera dimensione fuori dai confini nazionali.
Non mancano le canzoni, in questo disco il cui titolo dichiara un nume tutelare di tutto rispetto (il nostro Sole). Manca un piano di battaglia, forse anche un po' di coraggio, ma i semi fin qui gettati lasciano ben sperare.

(15/12/2015)

  • Tracklist
1. Warmest Regards
2. I Can’t Figure Out What’s Going On
3. Consider Yourself
4. Hands in the Garden
5. Turn Your Love
6. Narrow Margins
7. Sun Leads Me On
8. It Works Itself Out
9. Everybody Wants
10. Throes
11. Devil May Care
12. The Debt
13. Trust
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