Liam Hayes

Slurrup

2015 (Fat Possum) | easy-listening, pop

Ancora una volta Liam Hayes, forse deluso dal mancato successo della colonna sonora del film “A Glimpse Inside the Mind of Charles Swan III” del 2013, ha regalato le sue prodezze al pubblico giapponese, con un album (“Korp Sole Roller”) pubblicato in edizione limitata solo per il mercato nipponico.
Giusto il tempo per i più distratti di accorgersi delle sue ultime avventure discografiche, ed ecco che l’eco del suo pop infarcito di beat, soul e surf giunge di nuovo sul mercato internazionale con un album che rimette in gioco la sua carriera.
Con l’album “Fed”, inciso sotto il moniker Plush, Liam Hayes aveva lambito la perfezione del songwriting e della veste sonora, ma la continua crisi del settore discografico ha imposto un profilo lo-fi anche per il musicista di Chicago, che ora affida il fascino del suo nostalgico pop-beat alla fragilità naif decisamente fuori tempo delle sue canzoni.

Continuando a pescare nel panorama degli anni 60 e 70, Liam amplia il suo campionario sonoro introducendo il country-folk dei Lovin’ Spoonful in "Keys To Heaven" e l’irriverenza dei Nazz in "Outhouse”.
In “Slurrup” non manca nulla del buon vecchio pop, dallo sciocco beat post-Beatles di “Long Day” alla perfezione melodica di “Greenfield”, che sprigiona soul e raffinatezze degne di Todd Rundgren o Burt Bacharach; ed è anche un album divertente e divertito, soprattutto quando nella title track e in "Channel 44" gioca con rumori e voci nel tentativo di evocare spensieratezze ormai anacronistiche, ma il quadro d’insieme non regge del tutto la pur piacevole scenografia nostalgico-retrò.

"Slurrup" è un album stranamente bifronte, c’è la volontà di non prendersi troppo sul serio, per non scivolare nei cliché del revival pop, ma nello stesso tempo Liam Hayes non rinuncia a quei trucchi del mestiere che frenano quell'incoscienza necessaria per far volare alto il suo unsexy-pop.
Sia ben chiaro che il musicista americano resta un fuoriclasse, capace di buttar giù canzoncine brillanti e spensierate come “Nothing Wrong” o pezzi da novanta come “August Fourteen”, senza alcun sforzo apparente, aggiungendo altri tasselli di pregio alla sua carriera di pop-songwriter; ma Hayes sembra leggermente indeciso tra il ruolo di innovatore o restauratore, ed è difficile trattenere un leggero imbarazzo per questa diluizione di talento nei poco più di trenta minuti di  “Slurrup”, che stranamente potrebbe incuriosire tutti coloro che hanno trovato la sua precedente produzione eccessivamente raffinata.

(15/04/2015)

  • Tracklist
  1. Slurrup
  2. One Way Out
  3. Nothing Wrong
  4. Get It Right
  5. Theme From Mindball
  6. Fokus
  7. Greenfield
  8. Keys To Heaven
  9. Long Day
  10. Channel 44
  11. Outhouse
  12. August Fourteen
  13. Fight Magic With Magic


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