Sceglie una via paesaggistica e acustica, David Morris, per questa seconda pubblicazione a nome Red River Dialect: le coste frastagliate della Cornovaglia rivestono, in questo “Tender Gold And Gentle Blue”, l’ambientazione degli inni misticheggianti del cantautore inglese, portato qui a un tono elegiaco e devozionale, in un grande affresco naturalistico.
Si aggiungono così pianoforte e violino alle immagini di natura trasfigurata evocate dalla tormentata voce di David (“Fallen Tree”), non priva comunque del tono sciamanico mostrato in “awellupontheway”. Stilisticamente, “Tender Gold And Gentle Blue” potrà ricordare l’esperienza di James Yorkston con gli Athletes, anche se qui l’aspetto prettamente naturalistico è dominante, come mostrano anche strumentali bucolici come “Child Song”, o vere e proprie rappresentazioni druidico-pagane come “Ring Of Kerry”, dedicata a una zona della costa irlandese.
Il risultato è a tratti suggestivo e non potrà non piacere ai cultori più integralisti del folk alternativo, dei Palace Music per dire un nome (“Cavernous Calls”), o anche di Grant-Lee Phillips, nei momenti più solari e pastorali (“Great Eastern Sun”). In generale emergono però, in questo stile più minimale e senza l’energia dell’esordio, i limiti della scrittura di Morris, basata su schemi spesso ripetuti, che gli arrangiamenti non riescono a esaltare.
15/07/2015